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lunedì 13 ottobre 2014

Editoriale per "Novità fiscali"

Ho appena terminato di scrivere il mio editorial per il numero di "Novità fiscali" di novembre, rivista specializzata in diritto tributario ed edita dall'Università SUPSI di Lugano. Eccovelo in anteprima.

Il numero di Novembre di Novità fiscali si presenta particolarmente ricco di attualità e di aggiornamenti per il professionista: come sempre con un occhio attento sia al versante elvetico che a quello italiano.
Particolarmente significativi i contributi in materia di sponsorizzazioni, che riportano l’attenzione del lettore a temi sui quali la giurisprudenza raramente parla con voce unitaria, e l’Amministrazione finanziaria manifesta una crescente intrusività sulle scelte dei contribuenti attraverso strumenti come l’obiettiva economicità delle scelte e, più di recente, la parziale inesistenza dell’operazione.
Ma non solo di sponsorizzazioni vive questo numero di novembre. Il contributo sulla retroattività del nuovo redditometro, fra principio del legittimo e del “tempus regit actum” rilegge nell’ottica attuale questioni e temi che avevano già suscitato l’attenzione della giurisprudenza, aiutando il lettore a predisporre la migliore di fesa per i priori clienti e l’Amministrazione finanziaria ad applicare nel modo più efficiente il rinnovato art. 38, co. 5 e ss. del Dpr 600/73.
Lo stesso vale, seppure in tutt’altro contesto, per le sanzioni cd. “Black list” e per il regime fiscale dei cittadini italiani residenti all’estero: anche questi saggi che hanno la capacità di fare il punto, con autorevolezza, su temi operativi di estremo rilievo sia sul avversante italiano che su quello elvetico.

Assolutamente originale, infine, il contributo sul tema dell’obiezione di coscienza (fiscale) e dei rapporti fra fisco e religione nell’ambito dei tributi sul culto. L’autore affronta qui una tematica che, sotto altri profili, era addirittura giunta all’attenzione della Corte europea per i diritti dell’uomo (Darby c. Svezia, 11581/85 del 23 ottobre 1990) con una decisione a suo tempo favorevole al contribuente seppure in base al principio di non discriminazione. Nella prospettiva svizzera, tuttavia, ci si interroga se le stesse libertà garantite alla persona fisica possano esser estese anche a quella giuridica.


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