Google+ dirittotributario.eu: Cartelle di pagamento nulle senza espressa delega di Riscossione spa (e senza sottoscrizione)

domenica 13 marzo 2011

Cartelle di pagamento nulle senza espressa delega di Riscossione spa (e senza sottoscrizione)

Una cartella di pagamento emessa da un Agente della riscossione (nel caso, Gestline spa) è inesistente se l'agente stesso l'ha notificata in assenza di una espressa delega funzionale a tal fine emessa nel suoi confronti da Riscossione spa. Inoltre, dal momento che la cartella svolge nel procedimento di riscossione tributario lo stesso effetto del precetto nel processo civile, ne deriva che essa debba rispettare tutte le formalità di questo, ivi incluso l'obbligo di sottoscrizione: in assenza di tale requisito l'atto è inesistente.
E' sostanzialmente questa la posizione assunta da una recentissima sentenza (depositata il 22 febbraio 2011) della Commissione tributaria regionale del veneto (n.10, sez. XXV, Relatore RIGOLIN, Presidente RISI) che facendo propria la posizione già da tempo assunta dalla dottrina, e dalla brillante difesa del contribuente nel caso di specie, ha fermato una tendenza dell'Amministrazione tesa a considerare come meramente programmatiche (e non direttamente vincolanti) numerose norme sul procedimento tributario e dello Statuto del contribuente.
Secondo la Commissione tributaria regionale del Veneto, in seguito alla riforma della riscossione attuata con d.l. 203 del 2005 (poi convertito in legge 248 dello stesso anno) il legislatore ha inteso conferire il potere di riscossione all'Agenzia delle Entrate, che lo esercita mediante Riscossione spa (partecipata altresì dall'INPS). Si tratterebbe però, secondo i giudici veneti, di una delega privativa nei confronti delle società che prima sul territorio curavano la riscossione (ora agenti di riscossione di Equitalia) che quindi non possono più procedere in questo senso se non tramite una espressa delega di funzioni da parte di Equitalia. L'agente nel caso di specie aveva ritenuto non necessaria tale delega in quanto, per così dire, assorbita dal rapporto partecipativo di Equitalia nel suo capitale sociale (partecipazione per converso non ritenuta sufficiente dalla Commissione regionale per fondare il potere dell'agente).
Sempre secondo il Collegio veneto, poi, la cartella di pagamento ora riassume in sé le caratteristiche del precetto nel procedimento di esecuzione regolato dal Codice civile: ne consegue allora che ne deve rispettare anche tutti i requisiti, primo fra tutti l'obbligo della sottoscrizione. In assenza di questa l'atto è inesistente e privo di effetti per il contribuente. Si tratta di una presa di posizione non isolata nel panorama giurisprudenziale italiano, ma sicuramente condivisibile nella misura in cui promuove una tutela del contribuente autentica ed effettiva, a fronte di letture di norme statutarie volte tutte a considerare come mere irregolarità le omissioni che invece la Regionale del veneto ha promosso a condizioni di validità per l'atto di riscossone. Per Equitalia, un richiamo al rispetto della legge, per il contribuente, una conferma che non "c'è pure un giudice a Berlino", ma anche a Venezia.
Posta un commento