Google+ dirittotributario.eu: Liberi perchè responsabili

domenica 13 giugno 2010

Liberi perchè responsabili

Il Prof. Nappi chiude così la sua campagna elettorale per le elezioni a Rettore in Ferrara.
In bocca al lupo.

Un decalogo per il nostro futuro

1. Preservare l’autonomia dell’Università: l’Università, soprattutto se pubblica, deve salvaguardare la libertà della didattica e della ricerca, valore fondante la possibilità di assolvere pienamente l’importante compito che ci è stato assegnato. L’Ateneo deve garantire la pluralità dei saperi e riconoscere pari dignità e pari opportunità alle diverse materie esaltandone l’eterogeneità e le caratteristiche distintive. Contemporaneamente l’Ateneo deve riconoscere il merito e le eccellenze ed impegnarsi a valorizzarli in modo imparziale. Occorre contrastare con l’esempio l’idea che l’Università sia un luogo di privilegio e di conservazione di posizioni di potere.

2. L’Università non è un’azienda: le facoltà e i dipartimenti devono vedersi garantite e tutelate la propria identità culturale e la propria autonomia scientifica. Lo studente e la ricerca non sono “prodotti” di mercato. La formazione deve essere innanzitutto finalizzata alla crescita culturale e professionale degli studenti, nella consapevolezza che ciò realizza anche il fine di contribuire a realizzare il progresso culturale, civile ed economico della collettività. Farò tutto il possibile per garantire ai ricercatori, strutturati e precari, la libertà della ricerca e pari opportunità di accesso ai finanziamenti. E’ mia intenzione recuperare i docenti all'Università, riportando al centro dell'attività universitaria le funzioni docenti nella loro interezza: produzione di conoscenza e diffusione di conoscenza.

3. L’Università è una istituzione democratica: credo fortemente nella collegialità rappresentativa, l’unica che consente che le decisioni siano assunte considerando pienamente le istanze dei diversi soggetti coinvolti e attribuendo loro il diritto al contraddittorio. Gli organi accademici sono l’unica sede dove devono formarsi le decisioni; essi devono agire nel pieno rispetto delle regole statutarie, anche per quanto riguarda gli attuali rapporti tra senato accademico e CdA. Dobbiamo adottare un codice deontologico che preveda possibili situazioni di conflitto e di interesse e che meglio delinei le scelte etiche fondamentali nell’esercizio delle nostre attività. Il ddl Gelmini diverrà sicuramente legge dello Stato ed io offro a tutti voi la competenza mia personale e quella di tanti valenti colleghi giuristi per dare a quella legge una attuazione il più possibile corrispondente alle caratteristiche ed alle istanze della nostra Università.

4. Il centro dell'Università sono i dipartimenti, dove si svolgono didattica e ricerca, dove si lavora a contatto con gli studenti. L’Ateneo deve essere un centro “leggero”, di coordinamento, di monitoraggio e soprattutto di sostegno e solidarietà. Reputo che le risorse debbano essere allocate principalmente là dove vengono svolte le attività istituzionali e, quindi, nei dipartimenti. Occorre investire sulla formazione del personale dei dipartimenti in modo da renderli maggiormente efficienti ed autonomi nella amministrazione ordinaria e nella gestione dei rapporti con i terzi.
Un decentramento mirato che consenta di recuperare e rendere effettiva la capacità di autodeterminazione dei dipartimenti. Indubbiamente, peraltro, molti uffici e molti servizi dovranno continuare ad essere unici per tutta l’Università e dovranno essere posti al centro, in Ateneo, e semmai potenziati, come ad esempio l’ufficio ricerca internazionale o l’ufficio brevetti.

5. Occorre migliorare la qualità dell'offerta formativa e i risultati dei processi formativi. A tal fine si deve determinare l'offerta formativa effettivamente sostenibile sulla base dei requisiti posseduti, coniugando la numerosità degli iscritti con la qualità della didattica impartita. E’ necessario potenziare l’apparato organizzativo che renda effettiva la libera circolazione degli studenti; l’internazionalizzazione delle attività di didattica, attraverso percorsi mirati a privilegiare la dimensione internazionale e il potenziamento dei programmi di mobilità e delle collaborazioni con le università straniere. Particolare attenzione alle attività di supporto e tutoraggio sia al fine di elevare la qualità della didattica, sia al fine di ridurre la durata della carriera degli studenti.

6. Occorre migliorare la qualità, l'efficacia e l'efficienza delle sedi didattiche. Migliorare i servizi agli studenti, anche aumentando gli orari di agibilità degli spazi destinati agli studenti all’interno delle strutture universitarie. Destinare risorse alla manutenzione delle sedi didattiche per curare non solo la sicurezza e l’agibilità, ma anche l’immagine e il decoro delle strutture. Dotare il maggior numero possibile di aule di supporti audio visivi. Completare e perfezionare i servizi informatici per gli studenti. La città sta finalmente mostrando di cogliere pienamente le opportunità di essere una sede universitaria; l’indotto dell’Università sulla città è tale da imporre l’individuazione di più efficaci politiche integrate tra città e università. Mi impegno quindi ad incrementare le forme convenzionali con i soggetti presenti sul territorio per andare incontro alle esigenze degli studenti, soprattutto dei fuori sede. Il trasferimento del triennio clinico della Facoltà di medicina a Cona sarà il primo, fondamentale banco di prova sul quale impegnare immediatamente e con forza la politica della nostra Università nei rapporti con gli enti territoriali e con l’AUO, al fine di realizzare un efficiente ed assistito polo didattico.

7. Mantenere alta la qualità della ricerca scientifica. Garantisco un intenso e costante impegno nel reperire fonti di finanziamento. Valuto il CFR un'importante realtà dell'ateneo, che permette ai nostri ricercatori di reperire e utilizzare in modo efficiente importanti fondi di ricerca. Ciò detto, intendo potenziare l'ufficio ricerche e semplificare le procedure amministrative, anche individuando soluzioni giuridiche da affiancare alla partecipazione di Unife al CFR. E’ necessario aumentare i finanziamenti per la dotazione ordinaria dei dipartimenti; ciò consentirà anche di recuperare pienamente la funzione propria del F.A.R. Nel bilancio preventivo 2011 dovrà apparire fin dall’inizio lo stanziamento per il F.A.R. E’ necessario garantire maggiori finanziamenti al Sistema Bibliotecario di Ateneo. Occorre una maggiore internazionalizzazione della ricerca: è fondamentale che i gruppi di ricerca più attivi continuino la loro partecipazione ai progetti UE. Per facilitare tale partecipazione è necessario garantirne una gestione professionale, quindi l’Ateneo si deve impegnare sul fronte di una efficace assistenza di carattere amministrativo grazie ad una formazione specifica del personale. E’ necessario completare il percorso di revisione organizzativa dei dottorati di ricerca, migliorando i percorsi di formazione in modo da allinearli a standard qualitativi di livello internazionale ed esaltando il ruolo svolto dallo IUSS, di coordinamento delle modalità organizzative e del funzionamento dei corsi, di stimolo all’internazionalizzazione attraverso il finanziamento di borse riservate a studenti stranieri. Alle tre Scuole di dottorato deve essere garantita la possibilità di articolare percorsi di formazione dottorale diversi, spendibili sia nel settore della ricerca di base che nell’ambito della ricerca applicata.

8. Tutelare attivamente il merito dei nostri ricercatori. Compatibilmente con le risorse finanziarie, mi impegno a tutelare le aspettative che i nostri ricercatori fondano sul proprio merito. Le proposte di reclutamento devono essere effettuate dai Consigli delle Facoltà sulla base di una programmazione attenta e responsabile; gli organi di governo accademico devono procedere ad una distribuzione delle risorse condivisa, equilibrata ed equa. Reputo prioritario che l’Ateneo utilizzi nella massima misura concessa la “finestra” di sei anni offerta dal DDL Gelmini per procedere alla chiamata diretta di professori di ruolo di prima e di seconda fascia riservata al personale già in servizio nell’ateneo (art. 15). Ciò consentirà di riconoscere ai professori associati e ai ricercatori ferraresi a tempo indeterminato che abbiano conseguito l’abilitazione nazionale di veder riconoscere il ruolo corrispondente a livello locale; tale politica consentirà anche di attenuare la competizione che si verificherà quando – tra sei anni – i ricercatori a tempo determinato potranno accedere anch’essi alla chiamata diretta (come previsto dall’art. 18). In questa ottica, al fine di consentire ai nostri ricercatori di poter dedicare alle attività di ricerca il tempo necessario e maturare contemporaneamente l’esperienza didattica richiesta per affrontare l’abilitazione nazionale, si potrebbe considerare l’attribuzione di un numero minimo facoltativo di crediti di didattica ma soprattutto l’introduzione di un limite massimo di crediti. Particolare attenzione dovrà essere comunque rivolta alla tutela della posizione degli universitari che prestano attività assistenziale, per garantire il loro diritto alla parità di trattamento rispetto alla componente ospedaliera. La Facoltà medica dovrà essere coinvolta nell’individuazione dei dirigenti dell’azienda.

9. Recuperare il rapporto interno alla amministrazione e tra quest’ultima e il corpo docente: il ruolo del personale TA deve essere di attiva collaborazione con il personale docente nel realizzare le attività universitarie e non certo di sudditanza. Gli iter amministrativi devono essere alleggeriti e semplificati. La valutazione deve essere effettuata sulle attività effettivamente svolte e occorre garantire a tutti una formazione mirata, governando equamente le progressioni orizzontali. Occorre riconoscere il merito del gruppo, non solo di chi lo dirige. E’ assolutamente necessario recuperare il senso proprio e profondo delle consultazioni e della condivisione con le categorie ed i soggetti coinvolti. In particolare, la figura del DA deve essere condivisa. Bisogna riconoscere pienamente al Consiglio del pta le competenze che ad esso assegna l’attuale statuto e vigilare che lo statuto che siamo chiamati a riscrivere per adeguarci al ddl Gelmini non segni passi indietro ma garantisca la presenza rappresentativa del pta negli organi accademici, assicurando l’ascolto e il coinvolgimento di chi lavora all’interno dell’Università.

10. Il Rettore deve impegnarsi ad operare all’interno della CRUI affinché essa rappresenti con forza al Ministero le caratteristiche e le esigenze degli atenei medio-piccoli. Talvolta gli elementi valutati dal Ministero ci penalizzano, come avviene ad esempio per la numerosità degli studenti, individuata in base alle immatricolazioni e agli studenti iscritti al secondo anno, senza dare il dovuto peso ai trasferimenti (molto consistenti in alcuni corsi di laurea di Unife).

Ferrara, 11 giugno 2010
Pasquale Nappi
Posta un commento