Google+ dirittotributario.eu: Ancora in tema di paradisi fiscali ?

mercoledì 22 ottobre 2008

Ancora in tema di paradisi fiscali ?


Questa volta allego un interessante articolo a firma di Vanni Cornero apparso sulla Stampa di oggi.
Naturalmente tutti i diritti sono riservati dall'autore e dall'editore.

«La Svizzera dovrebbe essere inserita nella lista nera dei paradisi fiscali». Questa dichiarazione del ministro delle finanze tedesco, Peer Steinbruck, è un po'la sintesi del «manifesto», con cui diciassette paesi dell'Ocse, capeggiati da Parigi e Berlino, dichiarano una lotta senza quartiere agli Stati compiacenti in fatto di tasse, convinti che le frodi e l'evasione fiscale costituiscano «un buco nero» della finanza con un forte impatto sull'economia mondiale. La prima richiesta è stata quella di aggiornare entro la metà del 2009 l'elenco dei paesi da mettere all'indice per la scarsa cooperazione sul fronte fiscale, in cui oggi figurano solo il principato di Monaco, Andorra e Liechtenstein.

Nella nuova lista dovrebbe esserci anche la Svizzera che non avrebbe fatto sufficienti progressi sul fronte del segreto bancario, così come Lussemburgo, Austria e altri. All'incontro a cui hanno partecipato Germania, Francia, Italia, Regno Unito, Belgio, Olanda, Norvegia, Svezia, Danimarca, Irlanda, Australia, Finlandia, Islanda, Giappone, Corea, Messico e Spagna non erano in effetti presenti, appunto, Svizzera, Lussemburgo e Austria.
Secondo l'Ong «Transparency International», i paradisi fiscali ospiterebbero 400 banche, due terzi dei fondi speculativi, due milioni di società fittizie che rappresentano 10.000 miliardi di dollari di asset finanziari. In particolare la Francia ritiene dal canto suo che l'evasione fiscale ogni anno privi l'erario di Parigi di una somma tra i 30 e i 40 miliardi di dollari.
Ma, oltre all'assedio del suo storico segreto bancario, la Confederazione elvetica deve anche vedersela con il vespaio suscitato dalla concessione di bonus e premi ai manager di Ubs, dopo che il colosso del credito è stato salvato dalla tempesta sul settore bancario internazionale a colpi di decine miliardi di aiuti statali (per la precisione 54, in dollari). Ora l'idea che Ubs preveda di distribuire in primavera 7 miliardi di franchi (circa 4,6 miliardi di euro) sotto forma di bonus al personale, dopo le perdite ai cittadini svizzeri proprio non va giù. Tanto che Eugen Haltiner, presidente della Commissione federale delle banche è giunto il momento di introdurre un sistema «bonus-malus»: i bonus ai dipendenti verrebbero bloccati per un determinato periodo e versati soltanto se le attività della banca proseguono positivamente per diversi mesi. E due giorni fa il quotidiano «Blick» ha pubblicato una lettera modello da inviare a Marcel Ospel, in cui si invita l'ex numero di Ubs a rimborsare i 44 milioni di franchi di bonus percepiti fino alla sua forzata partenza, nella primavera scorsa. Una richiesta sostenuta da diversi rappresentanti politici e, perfino, da alcuni esponenti del mondo economico.
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