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mercoledì 16 luglio 2008

In memoria di una piccola margherita


Ho letto qualche giorno fa della disavventura, se così si può dire, di Matteo Cambi e del gruppo che ruota attorno alla margherita.
Anche in questo caso da un abuso fiscale, è nata tutta una serie di conseguenze che, c'è purtroppo da dirlo, piegheranno una bellissima realtà italiana.
Voglio essere chiaro: non ho mai comprato alcun indumento con il logo della margherita. Quando ancora non era popolare, io non frequentavo i locali giusti, e anche quando lo è diventato, continuavo a non frequentarli e poi costavano troppo.
Ma era un marchio vivace, simpatico, spiritoso.
Ancora lo è.
La margherita comunicava l'idea della spensieratezza e della leggerezza.
Forse troppa, in questo caso. Decisamente.
Ancora più chiaro: non ho mai conosciuto il Cambi né alcuno del suo entourage, né so che tipo di persona sia.
Forse ha sbagliato, forse pagherà.
Se ha davvero fatto tutto quello che la procura ha rilevato, anche tralasciando gli aspetti penali, deve un bel po' di soldi al fisco italiano: a tutti noi.
Però ogni volta che sento queste storie, non so perché, ma penso al sistema economico del nostro paese, che lentamente sprofonda, alla perdita di ricchezza per tutti noi, soprattutto per quelli come me, notoriamente fannulloni che lavorano nel settore pubblico, che sulla ricchezza prodotta dai privati ci campano.
Un evasore è stato scoperto, una impresa chiusa.
Come deve essere.
Ma la guru doveva proprio morire ?
Ma davvero il marchio doveva finire, ironia della sorte, a una impresa indiana ?
Io penso che i tradizionali strumenti giurisdizionali pensati in un codice vecchio decenni non siano più compatibili con la realtà economica del nostro paese.
Il sequestro o ogni strumento cautelare che incida sull'andamento di un'impresa nel senso di una sua immobilizzazione dovrebbe trovare applicazione solo in casi eccezionali nei quali l'impresa non solo generi perdite, ma che non abbia la minima ricchezza residua nei suoi asset.
Io penso che la priorità oggi è quella di preservare il valore, la ricchezza, in tutte le sue forme e in tutte le modalità nelle quali essa si manifesti.
Un evasore fiscale non deve finire in prigione, ma deve essere messo nelle condizioni di poter pagare quanto ha distolto, fino all'ultimo centesimo. Se può.
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