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giovedì 28 febbraio 2008

La moda dell'evasione

Riporto qui di seguito un interessante articolo di Luca Paolucci, tratta da "La Stampa" di oggi.


Il Liechtenstein andava di moda negli anni ‘70 e ‘80. Merito della particolare legislazione del Principato, che garantisce tuttora un ferreo anonimato e l’esenzione perfino dalla presentazione dei rendiconti per le fondazioni non commerciali. Per eludere il fisco ed evitare la tassazione dei dividendi, basterà fondare una sub-holding controllata dalla fondazione a Malta o Cipro che incassarà il dividendo senza pagare tasse. Dal Liechtenstein è passata anche la proprietà della villa Feltrinelli, all’Argentario. Stefano Ricucci la comprò proprio da una fondazione del principato, che sarebbe riconducibile a Giulio La Stazza, parlamentare di An. Poi è scoppiata la moda dei trust. 
Un classico del diritto anglosassone, scoperto da commercialisti e fiscalisti nostrani solo di recente. Consente una «spersonalizzazione» del patrimonio, è comodo per evitare conflitti tra gli eredi. Nell’ambito della legalità, evita grattacapi per la spartizione di patrimoni tra figli e nipoti. Nei casi di fortune di incerta provenienza, garantiscono l’anonimato. In qualche caso hanno anche titoli al portatore e clausole di «chiusura» automatica in caso di «aggressioni» dall’esterno, ad esempio il sequestro dei titoli da parte dell’autorità giudiziaria. Ma i classici non passano mai di moda, e malgrado la finanza globale offra sempre più opportunità, il Liechtenstein dà ancora garanzie di grande riservatezza. «Quando inoltriamo una richiesta di rogatoria non rispondono neppure», spiega un investigatore che ha avuto a che fare con il Principato. 
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