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sabato 24 novembre 2007

Lezioni 40, 41 e 42

Vista la sostanziale contiguità degli argomenti trattati, non mi è sembrato opportuno fare tre posts diversi.
Anche in considerazione del fatto che il corso è sostanzialmente finito.
Chiedo pertanto agli studenti interessati alla frequenza una sintesi delle tre ore di lezione (ove sia però facilmente distinguibile gli argomenti trattati nell'una e nell'altra ora).
Chiedo poi di rispondere a questi tre quesiti in particolare, uno per ogni ora.
1) La rivalsa nel sistema IVA è un diritto o un obbligo ?
2) E la detrazione ?
3) Qual'è l'autentico vantaggio fiscale di una frode carosello ?

1 commento:

Elisa Imperatore ha detto...

LEZIONI 40-41-42
La differenza tra rivalsa e detrazione è che la detrazione è una operazione facoltativa (un diritto), l’operatore può avvalersi di questa facoltà o anche no, è una sua scelta, e nessuno lo potrà contestare/sanzionare se non detrarrà l’iva già versata. Mentre la rivalsa è un obbligo: gli operatori sono obbligati a applicare l’imposta ai beni che vendono. L’iva ha anche un’altra caratteristica: è una imposta rimborsabile. Cioè quando non si riesce a trasferire al consumatore finale o a un altro operatore l’iva già versata all’erario, se ne può chiedere il rimborso. L’operatore economico fa da tramite tra l’erario e il consumatore finale, ed è questo il motivo per cui l’iva diventa una imposta che si presta alle frodi fiscali (così dette frodi carosello).Praticamente un soggetto titolare di una società (cedente) con sede fuori dalla comunità europea, per cui non assoggettato all’imposizione iva, per trasferire un bene a una società con sede in Italia, si serve di un’altra società che appartiene a un soggetto che non rischia niente, che poi sarà quello che trasferirà effettivamente il bene alla società italiana, con regolare fattura. La società che fa da tramite (quella con a capo la persona che non rischia niente) chiuderà, avendo incassato l’imponibile e l’iva, e la società italiana invece potrà detrarre l’imposta, e anche eventualmente chiedere allo Stato il rimborso iva. Oltre alle frodi carosello, c’è anche il problema dell’evasione dell’iva, e per arginare questo problema dal 2005, con la legge finanziaria, si è prevista la responsabilità in solido del cessionario nel pagamento dell’iva quando si verifichi che il debitore sia insolvente, o che ci siano corrispettivi anomali. Per verificare gli adempimenti in merito all’iva, chi emette fatture ha anche l’obbligo di registrarle e conservarle per 10 anni dalla data di emissione. Le operazioni nel campo iva si dividono in varie categorie: incluse, non incluse, imponibili, non imponibili e esenti e ci sono varie aliquote presenti (4% - 10% - 20%). Imponibili: quando devono essere assoggettate all'imposta. Non imponibili: quando mancano del requisito della territorialità. Costituiscono tipico esempio di operazioni non imponibili le cessioni all'esportazione. Esenti: quando ad esempio la cessione di valori bollati o le prestazioni mediche, sono tuttavia soggette ad obblighi di fatturazione e registrazione. Escluse: quando sono operazioni che non soddisfano uno o più dei presupposti (oggettivo soggettivo e territoriale) dell'imposta o considerate tali per espressa previsione normativa. Le operazioni escluse non sono quindi soggette alla disciplina e agli adempimenti previsti: fatturazione, registrazione, liquidazione e dichiarazione annuale. Nell’ambito comunitario, così come in Italia, l’imposizione iva è sempre dibattito aperto, in quanto visto che l’imposizione non è uniforme a livello europeo, si può andare a modificare la concorrenza. Così la Comunità Europea ha cercato nel corso degli anni di uniformare l’imposizione iva. E’ prevista la non imponibilità per le cessioni alle esportazioni, mentre quando si importa un bene, che si tratti di una impresa commerciale o di una persona fisica, entrambi sono tenuti a versare l’imposta sulla merce che importano.