Google+ dirittotributario.eu: Lezione 39

sabato 24 novembre 2007

Lezione 39

Seconda ora di IVA.
Anche in questo caso chiedo solo una sintesi della lezione.
E più in particolare, ovviamente, qualche riflessione sulla nozione di cessione di beni e di prestazione di servizi ai fini dell'applicazione del tributo.
Ad esempio, la cessione di un diritto d'autore (recte: Diritto allo sfruttamento economico) come potrebbe essere inquadrata da questo punto di vista ?

1 commento:

Elisa Imperatore ha detto...

LEZIONE 39
Per soggetti passivi dell'IVA intendiamo quelli che effettuano cessioni di beni e prestazioni di servizi soggetti all'IVA nell'esercizio di imprese o di arti e professioni o che effettuano, nell'esercizio di tali attività, importazioni o operazioni all’interno dell’Unione Europea. Tali soggetti sono obbligati ad applicare l'imposta, e dunque diversi dai consumatori finali che sono i contribuenti di fatto in quanto sono coloro che effettivamente sostengono l'onere dell'imposta. I soggetti passivi dell'IVA devono addebitare l'IVA come maggiorazione del prezzo dei beni ceduti o dei servizi prestati e diventano debitori verso l’Erario dell'IVA così addebitata relativa alle operazioni imponibili effettuate, anche intracomunitarie. I soggetti passivi dell'IVA sono sempre obbligati agli adempimenti formali di documentazione, registrazione e dichiarazione delle operazione soggette all'IVA, previsti per l'applicazione dell'imposta, anche se di fatto non sono debitori dell'imposta. Per le importazioni dei beni, soggetto passivo dell'IVA dovuta è chiunque abbia compiuto l'operazione, anche se non è, ad altro titolo, soggetto passivo dell'IVA: debitore dell'IVA sulle importazioni è il proprietario delle merci, ed in solido, tutti coloro per conto dei quali la merce è stata importata. Chiunque sia soggetto passivo IVA deve tenere le fatture sia di acquisto che di vendita per effettuare, oltre alla contabilità, anche il calcolo dell’IVA da versare. Quando si effettuano acquisti è IVA a credito, quando si effettuano vendita è IVA a debito. Se la prima è maggiore della seconda non si versa allo Stato, se è il contrario si versa la differenza (si deve sempre versare la differenza fra imposta incassata e imposta già pagata). L’IVA viene detta “imposta neutrale”, tranne per il consumatore finale, perché se in una impresa commerciale per l’esercizio delle attività viene acquistato un macchinario, pagherà l’imponibile (costo macchinario) + l’IVA, e contabilmente il costo del bene verrà dedotto dal reddito imponibile, mentre l’IVA detratta. Anche le prestazioni di servizi sono soggette IVA, per cui ad esempio un geometra o un avvocato ai fini IVA funzionano come una impresa commerciale, cioè dovranno fatturare non un bene ma un servizio che hanno svolto, e dovranno versare all’Erario la differenza tra imposta riscossa e le fatture delle spese e dei beni sostenute. Dunque anche in questa fattispecie se il consumatore finale è una persona fisica, e non una impresa commerciale, l’imposta grava sul consumatore finale.