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sabato 10 novembre 2007

Lezione 35

Si richiede agli studenti una sintesi della lezione unitamente a una elencazione delle componenti negative del reddito d'imnpresa, insieme ad un esempio per ciascuna di esse.

1 commento:

Elisa Imperatore ha detto...

LEZIONE 35
Per componenti negative del reddito d’impresa, in tutte le imprese sicuramente troviamo i COSTI sostenuti per l’attività produttiva, come ad esempio l’acquisto delle materie prime (una impresa che produce mobili acquisterà il legname, oltre a costi per le forniture di gas energia elettrica telefono…). Rientrano nella medesima fattispecie anche le sopravvenienze passive (ad esempio il mancato conseguimento di ricavi che hanno concorso a formare il reddito in precedenti esercizi o il sostenimento di spese maggiori di quelle previste). Inoltre le minusvalenze, come ad esempio una impresa che produce mobili e nel magazzino c’è una infiltrazione d’acqua che li danneggia, per cui diminuisce il valore del bene prodotto; o un automezzo del costo storico di € 20.000,00 che è stato ammortizzato per € 15.000,00 e venduto per € 2.000,00: il valore contabile era di € 5.000,00 per cui ho una minusvalenza di € 3.000,00. Sono anche componenti negativi del reddito di impresa gli oneri fiscali e contributivi (Inps e Inail), e gli interessi passivi (ad esempio chiedo alla banca un fido o un mutuo perché non ho la liquidità necessaria per provvedere alle esigenze aziendali, tipo pagare i fornitori, e la banca in cambio mi chiederà di corrispondere gli interessi su questo prestito). Per questi ultimi, che sono deducibili, vengono sempre valutati con attenzione perché ci può essere o un “salto d’imposta” o una “doppia non imposizione”, pur trovandoci in situazioni del tutto lecite. E questo perché si potrebbe chiedere un finanziamento alla banca per effettiva necessità, o anche solo per poter dedurre gli interessi passivi. Sempre nei costi deducibili vengono compresi anche quelli dati da accantonamenti (ad esempio accantonamenti fatti per un concorso a premi) e riserve (ad esempio la riserva legale, che viene prelevata dall'utile netto annuale, in sede di approvazione, nella misura del 5% e sino al raggiungimento dei 20% del capitale sociale. In caso di copertura di perdite di esercizio può essere utilizzata, ma deve essere sempre reintegrata), e le spese pluriennali (ad esempio spese per ricerche o per pubblicità).