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venerdì 9 novembre 2007

Lezione 27

Cominci la trattazione dei redditi di lavoro autonomo.
Chiedo agli studenti una sintesi della lezione con particolare riguardo ai profili di analiticità del reddito in questione.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

DIRITTO TRIBUTARIO LEZIONE NUMERO 27
Quando pensiamo ad un reddito da lavoro autonomo, in genere pensiamo ad un medico oppure ad un avvocato, ma la categoria del lavoratore autonomo è molto vasta. Per esclusione percepiscono reddito da lavoro autonomo, coloro che non percepiscono reddito da lavoro dipendente o reddito d’impresa. Percepiscono reddito da lavoro autonomo coloro che esercitano un’attività professionale, attività svolta attraverso una particolare diligenza, esercitando una professione (istruzione professionale) ed essendo iscritti ad un albo. Il professionista non ha limiti temporali, cioè può effettuare anche pochissime prestazioni nell’arco del periodo d’imposta, senza che questo si trasformi in reddito diverso, ha degli obblighi strumentali e cioè di presentare la dichiarazione dei redditi e gli oneri accessori quali la tenuta delle scritture contabili, un diario fedele dell’attività svolta dal punto di vista economico. Professionisti ed imprenditori sono gli unici contribuenti che calcolano il reddito in maniera analitica. Man mano che aumenta l’analiticità aumenta l’onerosità. Vi sono poi delle attività assimilate previste dall’art. 53 del T.U. quali i redditi derivanti dall’utilizzazione economica, delle opere dell’ingegno, partecipazione degli utili derivanti da contratti di associazione in partecipazione quando l’apporto è dato dalla prestazione di lavoro ecc.
Secondo l’articolo 54 del T.U. i redditi da lavoro autonomo vengono calcolati in metodo analitico, vi sono però dei metodi di determinazione del reddito alternativi possibili a scelta del contribuente, la regola generale è l’analiticità dei corrispettivi e dei costi ma esistono dei metodi forfettari che semplificano gli obblighi accessori e si evitano di norma i controlli. I corrispettivi nel quadro dell’attività comprendono anche i proventi dei beni relativi all’esercizio dell’impresa ceduti al netto delle spese. Fra i compensi si calcolano beni in natura, partecipazione degli utili deduco contributi previdenziali, rimborso spese sostenute tranne quelle in nome e per conto del committente.
FERRARI FABIO 074893

Marco ha detto...

Bene, frequenza registrata.