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venerdì 9 novembre 2007

Lezione 26

Come sempre, si richiede allo studente una siontesi della lezione.
Unitamenmte a questo riassunto, tuttavia, si chiede anche di focalizzae con un esempio diverso da quello fatto a lezione (e che lo studente dovrà porporre con orginalità) un caso nel quale un individuo percepisce un redito di lavoro dipendente per una attività occasionale ma pur sempre assimilata a quella che lo correla al datore di lavoro.
A lezione, tanto per intenderci, avevamo fatto l'esempio in questo senso del docente di diritto pubblico.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

DIRITTO TRIBUTARIO LEZIONE NUMERO 26
Si hanno redditi assimilati, quando il provente percepito ruota nel quadro dei redditi da lavoro subordinato, le fattispecie assimilate, elencate nell’art. 50 T.U. sono state raggruppate in tre gruppi:
Primo gruppo i compensi percepiti dai lavoratori soci delle cooperative, sempre che non superino i limiti dei salari correnti maggiorati del venti percento e le indennità e compensi erogati da terzi a favore di prestatori di lavoro dipendente per incarichi svolti in relazione a tale qualità. Il lavoratore subordinato qualora effettui nell’arco del periodo d’imposta delle prestazioni occasionali percepisce reddito da lavoro subordinato se rimane nel campo della propria attività lavorativa, diversamente percepirà un reddito diverso. Un esempio diverso da quello fatto a lezione potrebbe essere quello di un agente di polizia municipale che pur essendo in servizio in un determinato comune, effettua lavoro straordinario nel comune limitrofo, in quanto vi è una fiera internazionale e quindi questa importante manifestazione richiede personale esterno per servizi di viabilità ecc., in questo caso il nostro agente produrrà reddito da lavoro subordinato in quanto effettua le medesime mansioni, seppur fuori dall’orario di servizio, al di fuori del territorio di competenza e a favore di un terzo (comune limitrofo), diversamente se lo stesso dovrà fornire una consulenza ad un avvocato per un ricorso ad una sanzione del codice della strada, in questo caso l’attività svolta non rientra nelle ordinarie mansioni e quindi percepirà un reddito diverso.
Secondo gruppo quando il compenso al lavoratore vi è attribuito a fronte di una certa prestazione mancando però un rapporto di lavoro,(gettoni di presenza, indennità per esercizio di pubbliche funzioni, remunerazioni dei sacerdoti ecc.).
Nel terzo gruppo vanno ricompresse le fattispecie che non prestano alcun collegamento con l’attività lavorativa ma producono comunque un’obbligazione, rendite vitalizie, assegni coniugali in conseguenza di separazione,proventi per lavori socialmente utili. Per il lavoratore dipendente, secondo l’art. 51 T.U. la base imponibile costituisce la somma dei beni in denaro ed in natura al lordo delle spese ad eccezione di due importanti oneri deducibili : i contributi assistenziali e previdenziali obbligatori, in quanto la pensione verrà poi tassata come reddito da lavoro subordinato quindi la somma dedotta viene accantonata o messa a disposizione della futura pensione ed i buoni pasto (titoli di credito), in quanto sostituiscono una prestazione di beni e servizi che il datore di lavoro dovrebbe erogare al lavoratore subordinato. Dal punto di vista fiscale l’erogazione del buono pasto (bene in natura) non costituisce reddito imponibile ed è interessante anche per il datore di lavoro, in quanto hanno un valore nominale più alto li pago 4 e li offro per 5 , per il lavoratore invece sono somme che non rientrano nella base imponibile,abbiamo una circolazione di ricchezza esclusa dalla base imponibile.
FERRARI FABIO 074893

Marco ha detto...

E l'esempio ? Credo che manchi qualcosa alla sua risposta.