Google+ dirittotributario.eu: Lezione 7, lezione "asimmetrica"

sabato 6 ottobre 2007

Lezione 7, lezione "asimmetrica"


Purtroppo in questa lezione (e in quella successiva) si è registrato un certo sfasamento fra il programma di Ferrara e quello di Rovigo.
Credo che gli studenti seri comincino a capire quanto sia difficile fare due corsi contemporaneamente, in orari settimanali diversi, con durata diversa a persone diverse, raccontando però cose originali (ogni lezione è diversa dall'altra ed è diversa ogni anno) senza ripetere una cosa imparata a memoria.
Morale: le cose che ho spiegato nella lezione 7 a Ferrara non coincidono con le cose che ho spiegato nella lezione 7 a Rovigo. Mi spiace per gli studenti di Rovigo, ma d'altronde chi segue a lezione non ha bisogno di sentire il Podcast. e che segue il Podcast non sa quello che è stato detto a lezione.
Non è un problema, conto di "ricucire" lo strappo" entro la settimana prossima, spiegando a Rovigo quello che non ho detto a Ferrara (evoluzione dell'ordinamento tributario) e a Ferrara quello che ho spiegato a Rovigo (tassazione dei proventi illeciti).

Domanda:
Oltre alla sintesi veloce della lezione chiedo allo studente di chiarire quali fossero gli obiettivi fondamentali della riforma del 1971 e invece quelli del 2003.
Che cosa è cambiato nella prospettiva del legislatore tributario ?
Quali problemi sono stati affrontati ? Sono risposte diverse allo stesso problema oppure no ?

11 commenti:

Anonimo ha detto...

GHEZZO(Rovigo)063641
Principali riforme attuate dal legislatore tributario.
La prima riforma, attuata con l. n.825/1971 fu dettata da esigenze di fiscalità di massa causate dall’aumento delle spese statali per lo stato sociale e dall’introduzione del criterio di progressività nella carta costituzionale.Essa aveva come obiettivo principale la semplificazione e la riduzione del numero di imposte; mentre nel sistema precedente ogni fonte di reddito era soggetta ad una propria imposta, per cui il sistema risultava complesso ed iniquo relativamente all’effettiva capacità contributiva;da quel momento tali fonti venivano convogliate in un’unica base imponibile.
Altri obiettivi erano quelli di ristrutturare il sistema di accertamento, di riscossione e del contenzioso nonché di riorganizzare l’amministrazione finanziaria.
Dalla riforma emerse un sistema di testi unici relativi sia ad imposte dirette sia ad imposte indirette.
Il sistema tributario emergente dalle linee generali della riforma è ispirato al criterio della personalità per cui per la determinazione del prelievo si deve tener conto della situazione complessiva del contribuente ed assumono rilievo anche le spese personali effettuate dal soggetto.Di conseguenza vennero introdotte le due principali imposte personali:
l’imposta sui redditi delle persone fisiche ed imposta sui redditi delle persone giuridiche;l’IRPEF è imposta a natura progressiva per cui all’aumentare del reddito aumenta l’aliquota applicabile mentre l’IRES ha natura proporzionale, l’aliquota è fissa a prescindere dal reddito in quanto è vista come una forma di tassazione anticipata per cui nel momento di distribuzione degli utili delle società questi rientreranno nella base imponibile IRPEF.
Per quanto riguarda interventi legislativi successivi dobbiamo registrare un’ulteriore momento di riforma nel 1997 con l’introduzione dell’IRAP, la compensazione tra debiti e crediti d’imposta e l’introduzione di sanzioni amministrative per violazioni tributarie .
Un’ulteriore riforma venne abbozzata dalla legge delega n.80/ 2003, la quale doveva portare all’emanazione di un codice tributario.Tale risultato non venne raggiunto ma la stessa venne attuata in modo parziale attraverso due moduli; il primo riguardò l’introduzione di una no tax area attraverso un meccanismo di deduzioni forfetarie dai redditi imponibili;il secondo portò alla sostituzione dell’IRES all’IRPEG.
In questa riforma si può notare un cambiamento di prospettiva del legislatore tributario.
Di certo gli obiettivi di semplificazione e di rispetto del criterio della proporzionalità restano fondamentali ma, per la prima volta, egli si è accorto che le norme tributarie non sono funzionali solamente al reperimento di risorse finanziarie ma possono contribuire alla competitività del sistema, visto nella logica della globalizzazione delle attività economiche e nell’esigenza di non disincentivare gli operatori economici, i risparmiatori e di tutti i soggetti che ne fanno parte.

Anonimo ha detto...

DIRITTO TRIBUTARIO LEZIONE NUMERO 7
Per capire cosa è cambiato nella prospettiva del legislatore tributario, dobbiamo cercare di conoscere il perché il sistema tributario, nella sua complessità si è sviluppato in questo modo. Punto di partenza (riforma del 1971, legge 825/71) è l’esigenza di fiscalità di massa, effetto autenticamente rivoluzionario, conseguenza di due aspetti fondamentali, lo stato a partire dalla fine del diciannovesimo secolo spende molto per soddisfare le esigenze dei cittadini essendo aumentati i servizi offerti, sono aumentate anche le spese per lo stato, il quale necessita di maggiori entrate, altro aspetto molto importante è l’entrata in vigore della Carta Costituzionale, la quale all’art. 53 parla di capacità contributiva. Lo Stato offre più servizi, la Carta Costituzionale è entrata in vigore,abbiamo bisogno di reperire soldi in maniera efficiente, più soldi in modo più confacente alla reale capacità economica del contribuente (riduzione e semplificazione delle imposte, unica imposta che va ad incidere su presupposti complessi, diverse forme di arricchimento confluiscono nella stessa base imponibile). Abbiamo quindi necessità di un nuovo procedimento per pagare le imposte, esigenza di passare ad un nuovo sistema tributario basato principalmente sull’imposta sul reddito. Nel passato, fino al diciannovesimo secolo, le imposte erano applicate su presupposti facilmente individuabili ( es. tassa sul grano), vi era l’impossibilità tecnica di chiedere al cittadino l’ammontare del proprio reddito, quindi vi erano molti tipi di imposta per molti presupposti diversi fra loro. Avendo un unico imponibile possiamo passare ad un sistema progressivo, cioè la forma di prelievo che aumenta più che nel modo proporzionale infatti l’aliquota aumenta quando aumenta l’imponibile. La riforma tributaria del 1971, è una grande riforma epocale, (imposta registro, imposta sul reddito,imposta sulle successioni e donazioni, imposta ipotecaria e catastale,tributi ipocatastali (circolazione degli immobili). La riforma del 2003 segue le norme introdotte dalla riforma del 1971, capacità contributiva semplice e razionale, il costo della riscossione è a carico del contribuente e demandato ad un soggetto privato (Equitalia s.p.a.) per ragioni operative. Le imposte principali sono divise in due tronconi Imposta sul reddito delle persone fisiche ed Imposta sul reddito delle persone giuridiche. La prima è un’imposta personale,la più importante dal punto di vista quantitativo e qualitativo, che tiene conto della situazione personale del contribuente (status personale, situazioni familiari,ecc.), tributo di natura progressiva. Imposta sulle persone giuridiche ora IRES che è un imposta di società la pagano enti e società dotati di capacità giuridica, imposta proporzionale, per motivi economici,(non lasciare scappare importanti società all’estero) e perchè è pagata da un soggetto intermedio, infatti o prima o dopo arriva sempre ad una persona giuridica.
FERRARI FABIO 074893

Marco ha detto...

per il sig. (?) GHEZZO
Buono il lavoro di sintesi: frequenza registrata.

Marco ha detto...

Sig. Ferrari: buono il lavoro di sintesi. Come ha evidenziato il sig. ghezzo, la riforma del 2003 dovrebbe essere concentrata più che altro su elementi di competitivià del sistema fiscale.
Per dirla con l'ex Ministro delle Finanze, il sistema doveva diventare più "captive" nei confronti degli investitori stranieri ...
... ma a che prezzo?

Elisa Imperatore ha detto...

LEZIONE 7
La riforma tributaria del 1971 (legge 825) è importante dal nostro punto di vista per la sua valenza storica, in quanto comincia a emergere l’esigenza di fiscalità di massa. Prima del 1971 le imposte erano applicate su presupposti facilmente verificabili, come ad esempio terreni, immobili e passaggio di beni. Mentre i redditi da lavoro, in quanto difficilmente verificabili, non venivano presi in considerazione. Questa esigenza di fiscalità di massa deriva dal fatto che lo Stato offre sempre più servizi ai cittadini (salute pubblica, strade…), per cui sono necessarie più entrate.
Inoltre (in base all’art. 53 Cost.) si sente la necessità di reperire soldi in modo efficiente e proporzionale ai cittadini (ad esempio non era giusta la tassa sul macinato, in quanto chiunque per sopravvivere aveva bisogno di macinare il grano, e si andavano a colpire con le imposte persone che vivevano in condizioni di povertà).
Pertanto si è arrivati a voler reperire soldi in modo proporzionale alla reale capacità economica dei vari soggetti, e a voler ridurre e semplificare il numero delle imposte.
Per quanto riguarda la riforma del 2003, ad esempio per quanto riguarda l’IRPEF il successo è dovuto al fatto che esso racchiude tutti i tipi di reddito (da lavoro, da rendite, da prestazioni occasionali… e che tiene conto anche della situazione familiare del soggetto), prima non era così. Per quanto riguarda le imprese, o meglio le persone giuridiche, invece l’imposta si chiama IRES, ed è sempre una imposta proporzionale.Ma in realtà anche se il sistema tributario risulta più conforme, la sua complessità è rimasta, il costo di riscossione è a carico del contribuente (funziona un po’ come il recupero crediti), e la riscossione è demandata a un soggetto terzo, cioè non direttamente lo Stato, ma a una società per azioni che si chiama Equitalia Spa.

Marilena ha detto...

LEZIONE 7
Riforme al sistema tributario.
Prima riforma L. n. 825/1971, per semplificare e ridurre il numero d'imposte, mentre nel sistema precedente ogni fonte di reddito era soggetta ad una propria imposta. Altri obiettivi: ristrutturare il sisteme di accertamento di riscossione e del contenzioso.
Inoltre una serie di testi unici furono creatoi per le imposte dirette ed indirette.
Il sistema tributario è ispirato al criterio della personalità ed in base a questo criterio vennero introdotte deu principali imposte personali:
IRPEF: imposta sui eedditi dele persone fisiche, imposta a natura progressiva per cui all'aumentare del reddito aumenta l'aliquota applicabile;
IRES: imposta reddito delle società, che ha natura proporzionale, l'aliquota è fissa a prescindere dal reddito.
Altri interventi legislativi:
un’ulteriore momento di riforma nel 1997 con l’introduzione dell’IRAP, la compensazione tra debiti e crediti d’imposta e l’introduzione di sanzioni amministrative per violazioni tributarie .
Un’ulteriore riforma venne abbozzata dalla legge delega n.80/ 2003, la quale doveva portare all’emanazione di un codice tributario.Tale risultato non venne raggiunto ma la stessa venne attuata in modo parziale attraverso due moduli; il primo riguardò l’introduzione di una no tax area attraverso un meccanismo di deduzioni forfetarie dai redditi imponibili;il secondo portò alla sostituzione dell’IRES all’IRPEG.
In questa riforma si può notare un cambiamento di prospettiva del legislatore tributario.
Di certo gli obiettivi di semplificazione e di rispetto del criterio della proporzionalità restano fondamentali ma, per la prima volta, egli si è accorto che le norme tributarie non sono funzionali solamente al reperimento di risorse finanziarie ma possono contribuire alla competitività del sistema, visto nella logica della globalizzazione delle attività economiche e nell’esigenza di non disincentivare gli operatori economici, i risparmiatori e di tutti i soggetti che ne fanno parte.

Marco ha detto...

Bene Sig.na Imperatore.

Due sole osservazioni: l'art.53 impone un approccio progressivo alla fiscalità di massa, non proporzionale come lei scrive.
E' vero che sostanzialmente l'attività di riscossione si estrinseca in un enorme "recupero crediti", ma quella è un'immagine che uso per cercare di "canalizzare" il concetto verso gli studenti.
E' un po' brutale e riduttiva delle complessità della riscossione tributaria, serve solo per dare un'idea.
Insomma: lo si sa, lo si pensa ma non lo si dice.
Tantomeno lo si scirve ;-)
Benissimo per il resto.

Marco ha detto...

Sig. Ferrari, risponde alla mia domanda ?

Marco ha detto...

Per LO CARMINE:

bene la sintesi.
Frequenza registrata.

Anonimo ha detto...

Il sistema doveva diventare più captive nei confronti delgi investitori esteri significa che bisognava creare una sorta di concorrenza fiscale con gli altri stati cosicchè le società staniere trovavano appetibile il sistema tributario italiano e portavano le loro aziende in italia questo significa un'incremento di posti di lavoro un'economia sana (ricchezza che dall'estero arriva al nostro paese).Il prezzo da pagare? Un minor introito da parte dell'erario che dovrà essere colmato diversamente FERRARI FABIO 074893

Anonimo ha detto...

I nostri Padri COSTITUENTI decisero che:
tutti, anche gli stranieri,sono tenuti alle spese pubbliche in ragione della propria capacità contributiva.
Il sistema tributario è informato a criteri di progresività.
Il giorno 23 maggio 1947 all'assemblea Costituente venne approvato l'art. 53.
I principi con cui i nostri Padri Costituenti dettero vita ai due commi erano:
L'insieme dei singoli tributi(diretti e indiretti)devono rispondere al criterio della progressività ( On.li Scoca-Meuccio Ruini).
Capacità Contributiva effettiva.
( On.le Vanoni Ezio)oneri e spese fanno parte della capacità contributiva (On.le Scoca- relatore per l'articolo 53).
La legge delega 825, riprendendo i due commi dell'art 53, all'art.2 da le direttive al governo così come segue:
al comma 2,l'imposta si applica al reddito complessivo netto comunque conseguito.
al comma 9/10 ordina la deduzione dal reddito lordo di oneri e spese nell'effettiva misura per ottenere l'imponibile nella consistenza effettiva(On.le Scoca ass.Cost.)e dare progressività al sistema tributario nel suo complesso (On.le Ruini ass.Cost.)
al comma 13 ordina la determinazione analitica del reddito complessivo netto.
Questa rivisitazione della Costituzione e della legge delega 825 mettono in luce l'anticostituzionalità dell'attuale sistema tributario ancora legato ai principi dello statuto albertino fondato principalmente sui tributi proporzionali( regressivi) sui consumi, beni e servizi mentre quelli personali rappresentano 1/3 dell'intero gettito tributario.
roberto da firenze