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sabato 6 ottobre 2007

Lezione 6

Al di là di una sintesi globale della lezione, credo che l'aspetto più significativo (o uno degli aspetti più significativi) toccato sia quello dei meccanismi di trasferimento del debito tributario, sia dal punto di vista economico che dal punto di vista prettamente giuridico.
Di cosa sto parlando?
E perché è così importante saper distinguere quando il trasferimento dell'onere deriva da regole di mercato rispetto a quando la stessa cosa avviene in base a una norma giuridica. D'altronde l'effetto complessivo non è forse lo stesso ?
... Oppure no ?

10 commenti:

Anonimo ha detto...

DIRITTO TRIBUTARIO LEZIONE NUMERO 6
Un altro aspetto molto importante dal punto di vista del prelievo tributario, sempre in base all’art. 53 Cost. sono i meccanismi di trasferimento del debito, cioè la traslazione e l’accollo d’imposta. Il problema è di natura più concettuale che operativa, infatti per l’erario è indifferente se il pagamento dell’imposta viene eseguito da Tizio piuttosto che da Caio, cosa significa questo che lo stato riconosce l’autonomia contrattuale, cioè concede la possibilità al contribuente di trasferire su altri soggetti attraverso un accordo contrattuale, l’onere del prelievo tributario. Per contratto quindi un soggetto si può impegnare al posto di un altro, per esempio l’imposta di registro per i contratti di locazione può essere versata sia dal conduttore che dal locatore e questo è stabilito dall’accordo fra le parti. Questo fattore è molto importante perchè in tutti questi casi il sostituto d’imposta è tenuto a pagare l’imposta non in base alla propria capacità contributiva come stabilisce l’articolo 53 Cost.
In altri casi succede che la legge stessa impone che un soggetto si sostituisca ad un altro, in questo caso la sostituzione avviene non in base ad un accordo fra le parti ma perché una norma giuridica lo dispone, per esempio nel caso del versamento dell’IVA oppure nel caso del versamento dell’imposta di conto corrente o il versamento dell’imposta sui redditi del lavoratore dipendente, in questi casi la banca, il negoziante ed il datore di lavoro si sostituiscono al correntista, al compratore ed al titolare di reddito del lavoratore dipendente. Questo avviene per una serie di motivi, fra i quali la garanzia per l’erario. Anche in questo caso in deroga a ciò che stabilisce l’articolo 53 della Costituzione un soggetto è tenuto a pagare al di fuori del caso della propria capacità contributiva.
FERRARI FABIO 074893

cinzia zambon ha detto...

COMMENTO A LEZIONE 6 DIRITTO TRIBUTARIO

In tale lezione si iniziano ad introdurre gli argomenti agli incentivi fiscali, alle esenzioni di imposta e i regimi di tassazione sostitutiva. Un meccanismo di tassazione sostitutiva viene applicato anche ai proventi finanziari, ma certe forme di investimento vengono tassate con aliquota del 27%, mentre altre rendite finanziarie con un’aliquota del 12.5%. Tale meccanismo può sembrare iniquo, forse anche un tentativo dello Stato di indirizzare i risparmi in determinati canali di investimento, forse influendo anche sulla “mano invisibile” di Adam Smith. Diversi autori invece sostengono tale differenziazione evidenziando l’estrema volatilità di tali mercati (a tassazioni troppo onerose i cittadini potrebbero spostare gli investimenti all’estero, in paesi dove il regime tributario è meno esoso). Forse la soluzione migliore, come sostenuto da altri autori è l’applicazione di un’unica ritenuta alla fonte del 20% che non vada ad influire sul libero mercato. La lezione prosegue parlando di transazione e tracollo d’imposta e si prosegue parlando del c.d. interesse fiscale, interesse che permette, ad es. alle autorità di controllo di porre in essere eccezioni notevoli ai principi fondamentali del nostro ordinamento (ad es. il fare controlli senza l’autorizzazione dell’autorità giudiziaria, essendo necessaria solo quella del PM). Questo sta a significare che, per il nostro legislatore, la celerità e la certezza di riscossione e la sicurezza nel determinare il tributo sono suoi obiettivi primari. Un altro esempio potrebbe essere il fatto che G.d.F. e Agenzia delle Entrate possano iniziare procedimenti di esecuzione forzata, in assenza di una previa mediazione giurisdizionale. Tale eccezione è ammessa sempre per perseguire fini di celerità, fini non compatibili con le tempistiche necessarie per arrivare ad una sentenza. La lezione termina parlando dei motivi per cui il legislatore può scegliere il meccanismo di sostituzione d’imposta, e che principalmente sono la comodità per il soggetto sostituito e una diminuzione del rischio d’evasione d’imposta (del resto perché il sostituto, rischiando delle sanzioni, non dovrebbe pagare un’imposta che di fatto viene sopportata dal suo cliente?). L’applicazione di tale meccanismo, che sicuramente ha una strategia ottimale, viene anche applicato in modo parziale, proprio per perseguire le finalità viste sopra.

Marco ha detto...

Per Ferrari.
Bene la sintesi. Attenzione però, nel caso dell'imposta di registro i soggetti sono coobligati nei confronti dell'erario, quindi non sussiste una autentica sostituzione d'imposta.
Nel corso della lezione ho fatto solo riferimento al sostituto d'imposta, non al coobliogato d'imposta o al responsabile d'imposta (ad esempio, il notatio in molti atti dallo stesso rogati) per esigenze di brevità.
Ma sono tre figure profondamente diverse dal punto di vista tributario.
Ci torneremo sopra ancora.

Marco ha detto...

Per Zambon:
Molto, molto bene la sintesi, ma attenzione!
L'attività di esecuzione esattoriale oggi è affidata a Equitalia spa, come ho detto a lezione. Quello che una volta era il concessionario di riscossione.
L'Agenzia delle Entrate effettua solo controlli e accertamento, la Guardia di Finanza solo controlli.
La differenza è abissale, è necessario quindi prestare la massima attenzione!

Elisa Imperatore ha detto...

LEZIONE NUMERO 6
Partendo dal presupposto che il legislatore può imporre le imposte solo tramite la legge, e tutto quello che non segue questa logica non può essere chiamato imposta; si è visto che in alcuni casi ci possono essere delle esenzioni di imposta (ad esempio le borse di studio, che sono uno stipendio percepito mensilmente, ma che il legislatore ha volutamente inteso come esente da imposizioni).
Inoltre è stato affrontato un altro aspetto molto importante: cioè la traslazione e l’accollo di imposta, in cui l’erario ritiene indifferente che il pagamento dell’imposta venga effettuato da un soggetto piuttosto che da un altro; pertanto viene esaltata l’autonomia contrattuale delle parti (ad esempio nel contratto di locazione per il pagamento dell’imposta di registro non è specificato se sia il conduttore o il locatore a dover sopportare la tassazione, o anche entrambi…). Pertanto in deroga all’art. 53 Cost. l’imposta non viene pagata in base alla propria capacità contributiva. E questa deroga viene applicata anche ai proventi derivanti dalle rendite finanziarie: certi proventi vengono tassati nella misura del 27%, altri con un tasso del 12,5%. In questi casi non si va a vedere quanto è il profitto, ma si applica indistintamente un’aliquota fissa. Sorge un dibattito, soprattutto sapendo che i redditi da lavoro sopra i € 75.000,00 vengono tassati al 40%. Queste imposte sono eque o no? Probabilmente dal punto di vista della percentuale di tassazione non lo sono, in quanto è ben più difficile avere redditi da lavoro che ne investire già somme pre-esistenti. Ma dal punto di vista pratico c’è l’esigenza di percepire il tributo, e i redditi da lavoro sono facilmente verificabili mentre i proventi delle attività finanziarie/investimenti lo sono meno, e se vi fosse applicata una tassazione troppo alta la gente sarebbe molto più incentivata a spostare i propri investimenti in Paesi in cui il regime fiscale è più “benevolo”.

Marco ha detto...

Per E. Imperatore:
va bene la sintesi: l'aliquota marginale massima era ed è il 43%.
Inoltre, ache esenzione ed esclusione non sono affatto sinonimi. Ma avremo tempo per rifletterci sopra.
Sostanzialmente bene tutto il resto.

Marilena ha detto...

LEZIONE 6
Dall'Art. 53 Cost. discendono anche i concetti di trasferimento del debito: traslazione e accollo d'imposta. In base a questi concetti ne discende che lo Stato riconosce l'autonomia contrattuale, cioè trasferisce ad altri soggetti , attraverso un accordo, l'onere del prelievo tributario, così come è indifferente se il pagamento dell'imposta viene eseguito da Tizio piuttosto che da Caio, per esempio l'imposta di registro per i contratti di locazione può essere versata da Tizio o da Caio.
In questi casi il sostituto d'imposta è tenuto a opagare l'imposta non in base alla propria capacità contributiva.
In altri casoi succede che la legge stessa impone che un soggetto si sostituisca ad un altro, non in base adun accordo fra le parti ma per disposizione di una norma giuridica.

Marco ha detto...

Per Marilena Lo Carmine,

la sintesi non è sufficiente per accertare la presenza alla lezione e in più non è stata data espressa risposta alle domende che ho formulato.

Marilena ha detto...

Lezione 6
Dal punto di vista del trasferimento tributario, e sempre in base all'Art 53 Cost., i cosiddetti meccanismi di trasferimento del debito sono: traslazione e accollo d'imposta.
Per l'erario è indifferente se il pagamento d'imposta, es.l'imposta di registro nei contratti di locaione può versata sia dal conduttore che dal locatore, viene eseguito da un soggetto piuttosto che da un altro, in quanto lo Stato riconosce l'autonomia contrattuale, concedendo al contribuente di trasferire su altri soggetti l'onere del prelievo tributario.
In questo caso (cioè quando la sostituzione avviene in base ad un accordo fra le parti) però il sostituto d'imposta è tenuto a pagare l'imposta certamente non in base alla propria capacità contributiva, come da art. 53 Cost..
In altri casi, invece, è la legge stessa che impone che un soggetto si sostituisca ad un altro, in base ad una norma giuridica e non in base ad un accordo fra le parti, per esempio nel caso del versamento dell'IVA o il versamento sui redditi del lavoro dipendente, in quesyti casi il negoziante e il datore di lavoro si sostituiscono al compratore e al titolare del redditoi di lav. dipendente.
Anche in questo caso, in deroga all'Art.. 53 Cost., un soggetto è tenuto a pagare non tenendo conto della propria capacità contributiva

Marilena Lo Carmine

Anonimo ha detto...

Non so, mi lascia perplesso un aspetto, legato all'art. 53 Cost.: si parla di "contribuire" ecc., non di quale sia poi il soggetto tenuto al versamento materialmente. Importante è che l'imposta "gravi" in modo progress. sul soggetto che ha capacità. Resta quindi valido il criterio anche nel caso del sostituto di imposta, che altro non fa se non versare una somma percepita in altro momento, ma allo stesso titolo, dal soggetto contribuente e misurata alla di lui capacità. La più grave violazione del 53, secondo me, sta nelle imposte indirette, che sono solo uno stratagemma di second best, per far pagare qualcosa anche agli evasori totali, quando comunque vanno a comprare un bene.
Grazie. Piero Spinelli