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mercoledì 3 ottobre 2007

Lezione 5

L'argomento principe della lezione di oggi è, in pratica, stato uno e uno solo soltanto: il sistema delle presunzioni.
Notate bene che non sono entrato nei dettagli, non abbiamo parlato in maniera dettagliata di accertamento tributario (ovverosia l'attività di controllo che viene condotta dall'Amministrazione finanziaria - Agenzia delle Entrate) nei confronti del contribuente. E neppure ci siamo soffermati su quelle che per ora possono apparire delle sterili technicalities, come i parametri, i coefficienti e gli studi di settore.
Mi sono limitato a chiarire anche in un'ottica fiscale la diversa (possibile) natura delle presunzioni, la loro efficacia, il perché della loro importanza, e soprattutto per quale motivo debbano essere vagliate con attenzione sulla base dell'art. 53.
Chiedo agli studenti non una sintesi di tutta la lezione, in quest caso, ma solo le loro riflessioni su questi punti che da ultimo ho specificatamente toccato.

8 commenti:

Elisa Imperatore ha detto...

“Art. 53 Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività.”
Finchè si parla di redditi certi, ad esempio derivanti dal lavoro dipendente, non c’è alcun problema a conoscere l’esatta entità della capacità contributiva, e quindi a calcolare le imposte. Per quanto riguarda le presunzioni, non siamo più nella fattispecie di un fatto certo, ma un fatto incerto, e per questo criticabile. Le presunzioni diventano fondamentali nel momento in cui non abbiamo dati certi, e dobbiamo far pagare al contribuente le imposte. Visto che alla base dell’art. 53 c’è la capacità contributiva, il problema è avere un certo grado di sicurezza che la presunzione sia più veritiera possibile, e per non andar contro a questo principio viene sempre data la possibilità al contribuente di poter dimostrare l’esatto contrario di quello che è stato presunto. Ad esempio il possesso di un’auto di grossa cilindrata o di un altro bene di consumo non è correlato a una grande capacità di reddito e quindi contributiva, perché potrei aver avuto quel bene in eredità.
Pertanto la presunzione, almeno per le attività professionali e economiche, viene supportata da dati statistici, che poi vanno a formulare gli STUDI DI SETTORE.
Il reddito presunto previsto da questo studi è più basso di quello che in realtà, con un normale andamento del mercato, si dovrebbe riuscire a percepire. Questo fa fronte all’anticostituzionalità che deriverebbe dal fatto di pagare imposte su redditi mai percepiti.
Anche nel caso di evasione totale o parziale si fa riferimento ai dati statistici per riuscire a calcolare quant’è l’ammontare di imposte non versate allo stato. Pertanto, nonostante apparentemente la presunzione vada contro al principio di certezza della capacità contributiva, sicuramente i database dell’agenzia delle entrate sono molto ampli e si ha un margine d’errore molto basso; inoltre viene sempre data al contribuente la possibilità di difendersi e di ricorrere, superando così i problemi derivanti dalla legittimità costituzionale.
Elisa Imperatore 056236

Anonimo ha detto...

DIRITTO TRIBUTARIO LEZIONE NUMERO 5
Volendo analizzare il Diritto Tributario sempre in base all’articolo 53 della Cost.in base all’argomento dell’accertamento tributario e delle attività di controllo, di fondamentale importanza sono le PRESUNZIONI FISCALI: Le presunzioni fiscali hanno un ruolo importante nelle imposte sui redditi, determinante anche se in modo minore anche in altri sistemi di imposta. Le presunzioni sono importanti nel nostro sistema tributario in quanto ci permettono di passare da una situazione certa, reddito imponibile dichiarato dal contribuente, ad una situazione presunta e cioè il reddito che il nostro contribuente dovrebbe avere in base alla proprio tenore di vita ( macchina costosa significa reddito elevato, reddito alto molti beni di consumo ecc.), in base alla propria posizione economica ( per esempio un avvocato piuttosto che un commerciante ecc. ) ed alla situazione di fatto ( per esempio un avvocato che ha alle sue dipendenze una segretaria, paga un affitto molto oneroso ecc.) elementi che in base a dei parametri, dei coefficienti e a diversi studi di settore portano alla presunzione che il nostro soggetto debba avere un reddito di una certa portata e non inferiore. Le presunzioni sono di due tipi:
ASSOLUTE le quali non ammettono prova contraria, classico esempio di questo tipo è il reddito agrario presunto, il quale è così basso che tutti gli agricoltori statisticamente superano questo reddito, perciò anche secondo il parere della Corte Costituzionale, siamo sempre all’interno dell’articolo 53 Cost.perchè attraverso queste presunzioni andiamo sempre a dimostrare che la situazione di fatto è sempre migliore. RELATIVE le quali presumono che la situazione reale sia diversa da quella dichiarata e cioè che il contribuente dichiari un reddito inferiore,ma ammettono che lo stesso dimostri mediante delle prove, il contrario, per esempio reddito basso perché ho subito un intervento chirurgico, ho avuto un imprevisto e quindi non sono riuscito a produrre al massimo delle mie possibilità.
FERRARI FABIO 074893

Marco ha detto...

Confermo il senso della lezione. Il problema sta proprio nel trovare la necessaria contemperazione fra un modus operandi necessitato dalla situazione economica in cui ci si trova e le esigenze di effettività postulate dalla Carta costituzionale

cinzia zambon ha detto...

COMMENTO A LEZIONE 5 DIRITTO TRIBUTARIO

Tale lezione inizia parlando dell ‘art 53 cost, parametro da utilizzare come imput alla pretesa tributaria anche in casi limite. In particolare si afferma il divieto di imporre imposte basate su maggiori imposte o su comportamenti sanzionati e si introduce l’argomento delle c.d. sanzioni improprie. Per capirne meglio il significato si è fatto l’esempio di un contribuente che, non avendo dichiarato nella sua dichiarazione dei redditi, entro i termini prescritti, delle spese mediche , automaticamente ha perso la possibilità di dedurle dall’imposta. In tal caso il contribuente paga una quantità eccedente di imposta che altro non risulta che una sanzione, sanzione che però continua ad essere chiamata come imposta (da qui il termine di improprie). Si è proseguito trattando l’argomento delle presunzioni fiscali, distinguendole in assolute e relative. si è giunti alla conclusione che solo quelle relative sono conformi all’art. 53 cost. Si è posto l’esempio di presunzione assoluta (che è comunque ipotesi rara ed espressamente prevista dalla legge) relativo alla tassazione del reddito del coltivatore diretto. Nonostante tali tassazioni siano basse, continuo a vederle difficilmente configurabili come lecite. È chiaro che sono in contrasto con l’art. 53 cost, ma non lo sono anche con l’art. 3 cost? non si seguono logiche di ragionevolezza in una attività fortemente soggetta al rischio biologico? La lezione è seguita parlando di un limite delle presunzioni: queste non possono portare a presupporti diversi. Ma il diritto tributario non segue solo logiche economiche ma anche scopi diversi, come ad esempio incentivare l’acquisto di prodotti che inquinano meno riducendone la tassazione. A mio avviso tale strategia è una delle migliori se di fronte abbiamo un consumatore che, tra i vari parametri utilizzati per la scelta di un prodotto, spesso usa come ago della bilancia proprio il prezzo. Mi permane un dubbio: non si rischia di violare la concorrenza economica per seguire fini scelti discrezionalmente dal legislatore del momento?

Marco ha detto...

Per Zambon:

Ci sono alcuni punti non chiari. E' sicura che una violazione ell'art.53 porti a una situazione di illiceità costituzionale e non di illegittimità?
Con rischi biologico cosa intende, aggressioni chimiche da agenti patogeni ? O forse solo (più ragionevole) carestie, piaghe etc ...
Perché nel primo caso, mi sembra una preoccupazione un po' eccessiva. Nel secondo ha ragione, il legislatore ne tiene "un po' conto", riducendo sempre forfetariamente il reddito, quindi in deroga a quello che vi ho etto. Ma si deve pur sempre trattare di circostanze davvero eccezionali e conclamate (stato di emergenza, etc ..., come spesso si sente dire in televisione).
Il suo dubbio è più che fondato !!!!!
Pensi agli incentivi auto: il legislatore mica li ha disposti solo a a favore della FIAT o delle aziende italiane, anche se una delle ragioni era proprio quella ...) ma li ha dovuti estendere a tutti.
Par condicio, per ragioni che già ha studiato altrove ... vero ?

Marilena ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Marco ha detto...

Per LO CARMINE,

credo che mi abbia risposto copiando e incollando le risposte dei suoi colleghi. Verifichi il suo lavoro con più attenzione.
O forse si tratta di un disguido.
Frequenza non registrata.

Marilena ha detto...

LEZIONE 5
Sempre in base all’articolo 53 della Cost., all’argomento dell’accertamento tributario e delle attività di controllo, di fondamentale importanza sono le PRESUNZIONI FISCALI. Le presunzioni fiscali hanno un ruolo importante nelle imposte sui redditi, determinante anche se in modo minore anche in altri sistemi di imposta. Le presunzioni sono importanti nel nostro sistema tributario in quanto ci permettono di passare da una situazione certa, reddito imponibile dichiarato dal contribuente, ad una situazione presunta e cioè il reddito che il nostro contribuente dovrebbe avere in base alla proprio tenore di vita, in base alla propria posizione economica ed alla situazione di fatto, elementi che portano alla presunzione che il nostro soggetto debba avere un reddito di una certa portata e non inferiore. Le presunzioni sono di due tipi:
Assolute le quali non ammettono prova contraria, classico esempio di questo tipo è il reddito agrario presunto, il quale è così basso che tutti gli agricoltori statisticamente superano questo reddito, perciò anche secondo il parere della Corte Costituzionale, siamo sempre all’interno dell’articolo 53 Cost.perchè attraverso queste presunzioni andiamo sempre a dimostrare che la situazione di fatto è sempre migliore. RELATIVE le quali presumono che la situazione reale sia diversa da quella dichiarata e cioè che il contribuente dichiari un reddito inferiore, ma ammettono che lo stesso dimostri mediante delle prove, il contrario.

Marilena Lo Carmine
PS: Sicuramente sarà accaduto un disguido tecnico! Molte grazie, comunque pe la disponibilità, Prof.!