Google+ dirittotributario.eu: Lezione 22

lunedì 22 ottobre 2007

Lezione 22

La lezione 22 è stata sostanzialmente dedicata, insieme a quella precedente, ai redditi da fabbricato e al loro rapportarsi ai redditi di impresa commerciale.
Oltra una succinta sintesi della lezione chiedo agli studenti di verificare quali sono le problematiche inerenti il rapporto fra redditi da fabbricato (e più precisamente dei fabbricati) e redditi d'impresa. Perché la strumentalità dei cespiti è così important nell'inquadramento delle diverse categorie.

4 commenti:

Anonimo ha detto...

DIRITTO TRIBUTARIO LEZIONE NUMERO 22
Il reddito da fabbricato è il reddito prodotto da un immobile, viene percepito dal titolare del diritto reale,viene attribuito dal momento in cui diventa idoneo allo scopo per il quale è stato costruito e cessa di produrre reddito dal momento in cui diventa pertinenza di un altro immobile. Secondo le disposizioni dell’articolo 42 e 43 del Testo Unico, non pagano le imposte sui fabbricati coloro che utilizzano l’immobile per l’impresa, arti e professioni(strumentalità dell’immobile). Nell’attività di impresa commerciale, vi sono immobili che sono strumentali per loro natura, questi non producono mai reddito perché la natura stessa dell’immobile ne impedisce un uso diverso, per esempio colui che possiede una fonderia, non potrà destinarla ad uso diverso; ed immobili strumentali per destinazione, in questo caso divengono idonei nell’impiego, qualora ciò avvenga per volontà dell’imprenditore stesso, per esempio un palazzo in centro città può essere impiegato per uso abitativo, creando degli appartamenti, oppure destinato a finalità d’impresa. Nel secondo caso, fiscalmente parlando, abbiamo dei problemi, perché bisogna vedere se realmente la finalità sia rispettata oppure sia un raggiro per non pagare l’imposta sul reddito del fabbricato. Immobili non strumentali pagano l’imposta sul reddito fondiario (forfettaria), mentre l’immobile strumentale concorre a produrre reddito d’impresa commerciale. Per risolvere questa situazione abbiamo la norma anti elusiva: quando un immobile viene utilizzato nel quadro dell’attività d’impresa ma ad essa non è strumentale, il reddito prodotto da questo concorre alla formazione del reddito complessivo sulla base del reddito di fabbricato inoltre non si possono dedurre i costi dello stesso. Se vengono per esempio intestati degli appartamenti ad una società, i redditi fondiari degli stessi verranno conglobati al reddito della società ma non si potranno dedurre i costi di questi fabbricati.
FERRARI FABIO 074893

Marco ha detto...

Per FERRARI,

in base alle cose dette sostanzialmente ci siamo, ci sono alcune imprecisioni dovute più che altro alla sintesi fatta a lezione. Torneremo sulle tematiche inquadrate nell'ambito dei redditi di impresa.
Bene per il resto

cinzia zambon ha detto...

COMMENTO ALLA LEZIONE N° 22 (studente di Rovigo)
Parlando dei redditi da fabbricato, anche per essi valgono i criteri usati nei redditi dominicali e agrari, vale a dire che il reddito è commisurato al periodo di possesso nell’ anno solare, il disporre del fabbricato attraverso ad es. la stipula di contratti obbligatori fa rientrare tali proventi nella categoria “altri redditi”, si fa sempre riferimento ad un catasto applicando un metodo forfetario. Anche qui la redditività è presunta, ma se si supera il limite di questa l’imposta è calcolata sul reddito effettivo. Il legislatore probabilmente ha voluto venir incontro a soggetti che hanno redditi minori, ma tale favoritismo viene meno man mano che il reddito aumenta, fino all’applicazione dell’ imposta sul reddito effettivamente percepito. L’art. 40 TU determina il momento in cui il reddito viene imputato, prevedendo come requisito il raggiungimento della finalità a cui l’immobile è preposto. Ma tale idoneità è nei fatti o è di tipo giuridico? Probabilmente di tipo giuridico, per avere maggiore certezza nel momento ed anche perché, a mio avviso, l’avere ottenuto determinati provvedimenti amministrativi è condizione necessaria per la stessa finalità (infatti ad es. senza aver ottenuto il certificato di agibilità non si potrebbe accedere ad una casa per viverci, anche se di fatto tutto è possibile). L’analisi continua poi in riferimento agli artt. 41, 42 e 43 TU. In particolare l’art. 43 afferma che i fabbricati che hanno un esclusivo impiego professionale non producono reddito da fabbricato. A tal fine è utile distinguere gli immobili strumentali per natura da quelli che lo sono per destinazione del contribuente. Tali immobili producono reddito da impresa, ma per evitare elusioni d’imposta il legislatore ha previsto che producano reddito d’impresa allo stesso valore del reddito da fabbricato. Se il contribuente viene scoperto ad eludere le imposte, a titolo di sanzione viene negata la deducibilità per i costi sostenuti per l’ immobile (ora dichiarato non strumentale all’ impresa).

Elisa Imperatore ha detto...

LEZIONE 22
Per quanto riguarda i redditi da fabbricati, sono i redditi prodotti da un immobile (casa appartamento ufficio o altro edificio) e l’imposta su questi redditi viene pagata da chi ne ha la proprietà o un altro diritto reale dal momento in cui si diviene proprietari dell’immobile (atto d’acquisto o altro atto registrato, visto che si tratta di diritti reali). Per questi redditi vale la logica pertinenziale, cioè quando un immobile o una parte di esso è pertinente o destinata alla miglior fruizione di un altro immobile, allora il bene pertinente cessa di produrre anche in via presuntiva il reddito fondiario da fabbricati. Nel testo unico è prevista una esenzione dal pagamento delle imposte sui redditi da fabbricati per coloro che utilizzano l’immobile a scopi strumentali (per l’impresa, arti o professioni). Per quanto riguarda gli immobili adibiti a scopi di impresa che non sono utilizzabili in nessun altro modo se non quello di produrre, non si pone alcun tipo di problema. Ma se un imprenditore acquista una palazzina in centro a Ferrara, questa può essere utilizzata sia per uso abitativo, sia per fini d’impresa, ad esempio stabilendo li la sede legale, gli uffici commerciali, ecc… Nel secondo caso, fiscalmente bisogna verificare se realmente la finalità d’impresa è rispettata, oppure si tratti di un raggiro per non pagare l’imposta sul reddito del fabbricato. Visto che gli immobili non strumentali pagano l’imposta sul reddito fondiario, mentre gli immobili strumentali concorrono a produrre reddito d’impresa commerciale; quando un immobile viene utilizzato per l’attività d’impresa ma ad essa non è strumentale, il reddito prodotto da questo concorre alla formazione del reddito complessivo sulla base del reddito di fabbricato, inoltre non si possono dedurre i costi dello stesso. Inoltre esiste una sorta di logica punitiva nei confronti dei possessori di più case, ovviamente non viene toccata da questa logica la prima casa, ma le altre, dove si pagano più imposte, che comunque è una cosa logica in base alla proporzionalità della contribuzione dei soggetti, è ovvio pensare che chi può permettersi più case abbia maggior capacità contributiva. Altro discorso importante è come vengono calcolate le imposte sui redditi da fabbricati, esistono due metodi, alternativi, cioè su base catastale e in via forfetaria. Per via catastale ad esempio su un reddito di € 1.000,00 paghiamo le imposte su € 1.000,00 anche se la casa non è locata, e magari la usiamo solo per le vacanze. Se invece la stessa casa è concessa in locazione e produciamo un reddito, pari a € 5.000,00 paghiamo le imposte su € 5.000,00, in base al principio dell’effettività del reddito percepito. Ultima questione: quando si iniziano a pagare le imposte sui redditi da fabbricati appena costruiti? Quando si ottiene l’agibilità inizio a pagare le imposte, visto che l’ottenimento dell’agibilità è un atto amministrativo, e si ha la certezza della data.