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domenica 21 ottobre 2007

Lezione 13

Impresa: agricola e commerciale.
Su questa distinzione si è soprattutto soffermata la lezione di oggi.
Al di là delle esemplificazioni didattiche perché la distinzione è importante ?
Chiedo agli studenti questa volta un lavoro in più: trovare le norme sul testo unico 917/86 in base alle quali si radica la distinzione e di commentarle brevemente sulla base della loro preparazione acquisita in diritto commerciale e agrario (se sussistente).

9 commenti:

Anonimo ha detto...

DIRITTO TRIBUTARIO LEZIONE NUMERO 13
Principale differenza per i redditi appartenenti ad un soggetto sia questo un imprenditore agricolo piuttosto che un imprenditore commerciale è che esistono diversi modi di calcolo, diversi criteri di determinazione per calcolare l’imposizione fiscale del nostro contribuente. Nel caso in cui esaminiamo l’attività di un imprenditore agricolo, la metodologia di calcolo dell’imposta sarà di tipo forfettario, criteri presuntivi nel loro intero ammontare. L’attività del coltivatore diretto pura e semplice, a volte, non è per svariati motivi molto redditizia, quindi gli imprenditori agricoli cercano di espandere la propria attività produttiva, per esempio un coltivatore di ortaggi cercherà di aprire un piccolo negozio per vendere direttamente dal produttore al consumatore,magari trasformando direttamente i propri prodotti (marmellate, formaggi, vino,olio ecc.),collocherà all’interno della propria azienda un agriturismo, facendo attenzione però a rimanere all’interno dell’azienda agricola cioè interpretando le norme tributarie in maniera tale da non uscire da questo spazio e dover passare da imprenditore agricolo ad imprenditore commerciale. L’Agenzia delle Entrate deve contrastare questo fenomeno in quanto si cerca di interpretare la norma nel modo più favorevole (reddito fondiario). Dal punto di vista fiscale importante è l’attività svolta dal contribuente perché se passiamo invece alla valutazione dell’imprenditore commerciale (reddito da lavoro autonomo), il soggetto che produce reddito da impresa commerciale, fiscalmente, ogni suo reddito prodotto si trasforma in reddito da impresa commerciale, perciò avremo una metodologia analitica, la base imponibile seguendo i criteri dell’articolo 53 si avvicinerà il più possibile alla realtà calcolando il reddito al netto delle spese. Secondo il TESTO UNICO 917/86 articolo 22 e seguenti sono redditi fondiari quelli inerenti ai terreni e ai fabbricati situati nel territorio dello Stato che sono o devono essere iscritti, con attribuzione di rendita, nel catasto dei terreni o nel catasto edilizio urbano, i redditi fondiari si distinguono in reddito dominicale (reddito ritraibile dal terreno attraverso l'esercizio delle attività agricole), il reddito agrario (reddito dei terreni imputabile al capitale d'esercizio e al lavoro di organizzazione impiegati, nei limiti della potenzialità del terreno, nell'esercizio di attività agricole su di esso) e il reddito dei fabbricati (reddito ritraibile da ciascuna unità immobiliare urbana).Per quanto riguarda il reddito d’impresa commerciale articoli 51 e seguenti il testo unico recita ciò che abbiamo già appreso a lezione, già sintetizzato in precedenza.
FERRARI FABIO 074893

Anonimo ha detto...

Le due fattispecie,impresa agricola ed impresa commerciale,si differenziano essenzialmente per le diverse modalità di determinazione dei criteri di calcolo dell'imposizione fiscale.L'imprenditore agricolo,è sottoposto ad un regime di determinazione di imposta esclusivamente forfettario e presuntivo,è il legislatore che sulla base di criteri statistici determina il livello d'imposta da applicare.Diversa è la situazione dell'imprenditore commerciale,il quale producendo i cosiddetti redditi d'impresa è soggetto ad un regime di prelievo fiscale basato su criteri analitici,il calcolo della sua base imponibile viene effettuato al netto delle spese,ossia deducendo dalla stessa i costi che il contribuente ha dovuto sostenere per la produzione del reddito stesso e che si ritengono inerenti all' attivà stessa.Quest'ultima categoria di reddito fa parte,insieme ai redditi da lavoro autonomo,di quella macrocategoria che viene ritenuta la più coerente con il dato costituzionale che punta sempre all'effettività del reddito.Le norme di riferimento di queste due categorie di reddito sono contenute all'interno del TESTO UNICO DELLE IMPOSTE SUI REDDITI(D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917. (S.O. alla G.U. 31 dicembre 1986, n. 302 e aggiornato dal D.P.R. 4 febbraio 1988, n. 42).Gli art 22 e ss regolamentano i redditi fondiari:Sono redditi fondiari quelli inerenti ai terreni e ai fabbricati situati nel territorio dello Stato che sono o devono essere iscritti, con attribuzione di rendita, nel catasto dei terreni o nel catasto edilizio urbano.
I redditi fondiari si distinguono in redditi dominicali dei terreni, redditi agrari e redditi dei fabbricati.Diversa è invece la regolamentazione che il testo unico nel suo capo IV ci da dei redditi d'impresa(art 53 e ss) come gia visto in precedenza.

CAFORIO RAFFAELE mat072421

Elisa Imperatore ha detto...

LEZIONE NUMERO 13
La differenza che intercorre tra un reddito derivante da impresa e un reddito derivante da impresa agricola, è il modo in cui viene calcolata l’imposizione fiscale. Entrambe le tipologie di impresa sono nate per produrre reddito, solo che le variabili che possono influire sul reddito di un’impresa agricola sono considerate maggiori (ad esempio le condizioni climatiche, che sono imprevedibili) rispetto a quelle di altre imprese, e per cui più “meritevoli di tutela”. Nel caso dell’attività di un imprenditore agricolo, la metodologia di calcolo dell’imposta sarà di tipo forfettario, cioè tramite criteri presuntivi nel determinare la base di reddito imponibile. L’attività del coltivatore diretto, molto spesso, non è per svariati motivi tanto redditizia. Chi lavora come agricoltore cercherà, se possibile, di espandere la propria attività produttiva, per esempio un coltivatore che ha anche vigneti, cercherà di produrre e commercializzare il vino. Il problema che si pone da parte dell’Agenzia delle entrate è capire fino a dove arriva il reddito “strettamente agricolo” e qual è invece il reddito ottenuto da altre attività, se pur strettamente legate alla coltivazione della terra. Nel testo unico all’articolo 6 viene data la classificazione dei redditi: a) redditi fondiari; b) redditi di capitale; c) redditi di lavoro dipendente; d) redditi di lavoro autonomo; e) redditi di impresa; f) redditi diversi.
All’articolo 22 viene definito cosa siano i redditi fondiari: 1. Sono redditi fondiari quelli inerenti ai terreni e ai fabbricati situati nel territorio dello Stato che sono o devono essere iscritti, con attribuzione di rendita, nel catasto dei terreni o nel catasto edilizio urbano. 2. I redditi fondiari si distinguono in redditi dominicali dei terreni, redditi agrari e redditi dei fabbricati. Negli articoli 23 24 e 25 viene poi spiegato come si determinano il reddito dominicale, e quello agrario, e inoltre tutte le specificazioni negli articoli successivi di come questi redditi vengano tutelati in caso di mancata coltivazione dei terreni o mancato raccolto dovuto a cause naturali. Nel caso invece di reddito di impresa, non vengono prese in considerazione le variabili che possono incidere nella produzione, e pertanto la base imponibile si calcola su presupposti certi.

Marco ha detto...

Per FERRARI
sostanzialmente ci siamo, nessun cartellino giallo questa volta, ma tante erano le cose da dire in più oltre a quelle riportate, pur nel rispetto della sintesi che deve ispirare questi commenti.

Marco ha detto...

Per CAFORIO


la distinzione che richiedevo era quella fra impresa agricola e impresa commerciale, come pure i richiami alla normativa di riferimento.
Integri in questo senso la sua risposta e poi le registrerò la frequenza.

Marco ha detto...

Per IMPERATORE


bene, ma al limite ella sufficienza, quello che avevo chiesto nel quesito era in parte altro, lo rilegga bene; un richiamo della normativa in tema di im presa commerciale e agricola anche alla luce delle conoscenze pregresse.
Comunque la frequenza è registrata.

Anonimo ha detto...

ALESSANDRA GHEZZO (Rovigo) n.063641
Lez. 13:il codice civile all’art 2135 disciplina la figura dell’imprenditore agricolo dicendo al primo comma che è imprenditore agricolo chi esercita:
- coltivazione del fondo
- selvicoltura
- allevamento di animali
- attività connesse
Leggendo i commi successivi ci si rende conto dell’importanza di specificare il contenuto delle attività sopra riportate in quanto punto fondamentale per la distinzione tra impresa agricola ed impresa commerciale che ovviamente ha conseguenze sull’applicazione del diritto tributario.
Innanzitutto il legislatore per meglio definire i concetti sottesi alle prime tre attività inserisce il concetto di sviluppo di un ciclo biologico o di fase di esso (animale o vegetale), che si svolga sul fondo.Ciò ha come conseguenza che se l’attività non ha riguardo al ciclo biologico o non si svolga sul fondo, l’attività posta in essere è da definirsi commerciale.
Altro nodo fondamentale è la definizione delle attività connesse che devono presentare tali caratteristiche:
- essere esercitate dall’imprenditore agricolo
- essere dirette alla manipolazione,conservazione, trasformazione,commercializzazione e valorizzazione di prodotti ottenuti prevalentemente dalle attività tipiche
- prestazione di servizi con utilizzazione di risorse dell’azienda normalmente impiegati per le attività tipiche nonché attività di valorizzazione del territorio o di ricezione e di ospitalità
- ( agriturismo)
Se le attività poste in essere non rispondono a tali caratteristiche l’attività non risponde più alla definizione di impresa agricola.
Come si è già avuto modo di dire che il diritto tributario può essere definito un diritto secondario in quanto non da definizione di molte fattispecie, ma le ricava da altri rami dell’ordinamento.
Questo è il caso della definizione di impresa agricola, che sul piano tributario ha la rilevante conseguenza di non applicazione alle imprese agricole delle regole generali previste dal TUIR agli artt.51 ss, relative ai redditi d’impresa, ma i redditi da queste prodotte verranno tassati secondo le regole proprie dei redditi fondiari (artt.25 ss.).
Dobbiamo ricordare che i redditi fondiari sono individuati in forma forfetaria ed in particolare i redditi agrari sono oggetto di una presunzione assoluta per cui, anche se il calcolo presuntivo è inferiore all’effettivamente percepito non sorge nessun problema, mentre ricordiamo che i redditi di impresa sono individuati in forma analitica e tassati al netto delle spese quindi vi è maggior aderenza con l’effettivamente percepito.

Anonimo ha detto...

Oltre a differenziarsi sulle diverse modalità di calcolo dell'imposizione fiscale,l'impresa agricola e l'impresa commerciale si differenziano sotto altri aspetti.Primo fra tutti è sicuramente la scarsa reddittività che caratterizza l'attività dell'imprenditore agricolo.Una scarsa redditività questa che è per lo più legata alla filiera della produzione che fa aumentare i prezzi dei prodotti agricoli a discapito dei produttori.Ecco perchè assistiamo sempre più spesso a quel fenomeno di espansione dell'attivita dell'imprenditore agricolo che cerca di vendere direttamente i suoi prodotti al pubblico o di trasformarli in derivati(marmellate formaggi etc) e venderli allo stesso modo.Una pratica molto diffusa ma allo stesso tempo molto delicata in quanto l'imprenditore non può superrare i confini stabiliti dall'art 2135 cc(È imprenditore agricolo chi esercita una delle seguenti attività: coltivazione del fondo, selvicoltura, allevamento di animali e attività connesse.
Per coltivazione del fondo, per selvicoltura e per allevamento di animali si intendono le attività dirette alla cura e allo sviluppo di un ciclo biologico o di una fase necessaria del ciclo stesso, di carattere vegetale o animale, che utilizzano o possono utilizzare il fondo, il bosco o le acque dolci, salmastre o marine).Al contrario di quanto abbiamo appena visto per le imprese agricole,il codice civile non ci da una definizione di impresa commerciale,anche se l’art. 2195 del CC è fondamentale per inquadrare le imprese commerciali.

CAFORIO RAFFAELE mat 072421
INTEGRAZIONE

Marilena ha detto...

LEZIONE 1
Principale differenza per i redditi appartenenti ad un soggetto sia questo un imprenditore agricolo piuttosto che un imprenditore commerciale è che esistono diversi modi di calcolo, diversi criteri di determinazione per calcolare l’imposizione fiscale del nostro contribuente. Nel caso in cui esaminiamo l’attività di un imprenditore agricolo, la metodologia di calcolo dell’imposta sarà di tipo forfettario, criteri presuntivi nel loro intero ammontare. L’attività del coltivatore diretto pura e semplice, a volte, non è per svariati motivi molto redditizia, quindi gli imprenditori agricoli cercano di espandere la propria attività produttiva facendo attenzione però a rimanere all’interno dell’azienda agricola cioè interpretando le norme tributarie in maniera tale da non uscire da questo spazio e dover passare da imprenditore agricolo ad imprenditore commerciale. L’Agenzia delle Entrate deve contrastare questo fenomeno in quanto si cerca di interpretare la norma nel modo più favorevole (reddito fondiario). Dal punto di vista fiscale importante è l’attività svolta dal contribuente perché se passiamo invece alla valutazione dell’imprenditore commerciale (reddito da lavoro autonomo), il soggetto che produce reddito da impresa commerciale, fiscalmente, ogni suo reddito prodotto si trasforma in reddito da impresa commerciale, perciò avremo una metodologia analitica, la base imponibile seguendo i criteri dell’articolo 53 si avvicinerà il più possibile alla realtà calcolando il reddito al netto delle spese. Secondo il TESTO UNICO 917/86 articolo 22 e seguenti sono redditi fondiari quelli inerenti ai terreni e ai fabbricati situati nel territorio dello Stato che sono o devono essere iscritti, con attribuzione di rendita, nel catasto dei terreni o nel catasto edilizio urbano, i redditi fondiari si distinguono in reddito dominicale (reddito ritraibile dal terreno attraverso l'esercizio delle attività agricole), il reddito agrario (reddito dei terreni imputabile al capitale d'esercizio e al lavoro di organizzazione impiegati, nei limiti della potenzialità del terreno, nell'esercizio di attività agricole su di esso) e il reddito dei fabbricati (reddito ritraibile da ciascuna unità immobiliare urbana.Per quanto riguarda il reddito d’impresa commerciale articoli 51 e seguenti il testo unico recita ciò che è stato sopra esposto.

Marilena Lo Carmine