Google+ dirittotributario.eu: Lezione 1 e 2

mercoledì 26 settembre 2007

Lezione 1 e 2

Il corso è cominciato. Sulla parte del portale dedicata al Podcasting potete già trovare le prime due lezioni.
Per quanto riguarda la procedura di frequenza in "remoto", descritta anch'essa sul portale. Chi desiderasse essere registrato può presentare un breve abstract sulla distinzione fra imposta e tassa, oltre che sulle ragioni della riserva di legge in materia tributaria

11 commenti:

Anonimo ha detto...

DIRITTO TRIBUTARIO, LEZIONE NUMERO UNO E DUE.
Fonte principale del diritto tributario è l’art. 23 della Costituzione secondo il quale nessuna prestazione personale o patrimoniale può essere imposta se non in base alla legge.
La riserva di legge è il fondamento del Diritto Tributario Costituzionale,in quanto questo principio si fonda nelle radici dello stato italiano, degli stati europei e d’oltre oceano, infatti le più grandi rivoluzioni sono esplose per diverse cause fra cui l’imposizione fiscale. Il Diritto Tributario se non gestito in maniera efficiente e consensuale come ci insegna la storia, può creare vari problemi.
Riserva di legge significa che spetta al Parlamento, rappresentante dei cittadini, stabilire come il cittadino deve contribuire sia nell’an e nel quantum. Radice di ogni tributo è la capacità contributiva.
IMPOSTE:Secondo l’art. 53 della Costituzione tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione alla loro capacità contributiva. Il termine imposta deriva da prestazione imposta: prestazione pecuniaria patrimoniale esigibile dal consociato, il quale manifesta una specifica capacità contributiva: il cittadino paga ma pretende qualcosa in cambio. Le imposte si pagano perché si ha o si è, forme ablative di ricchezza IRPEF, IVA , ICI ecc. Le imposte si pagano per presupposti diversi. Il presupposto d’imposta è quella situazione di fatto o di diritto alla quale il legislatore correla una determinata capacità contributiva. ICI: possesso dell’immobile, presupposto è essere proprietario. IRPEF: reddito, presupposto è avere un reddito, IVA: imposta sul consumo, presupposto è consumare un bene o un servizio, più consumo più sono abbiente perciò devo contribuire maggiormente, il venditore fa da tramite fra il consumatore e l’erario(acquistando un bene io pago il valore del bene più l’imposta che poi il venditore verserà allo stato).
TASSE:La tassa come l’imposta è una forma ablativa di ricchezza ma segue una logica diversa. Con la tassa (esempio iscrizione universitaria), il cittadino paga una somma stabilita ex ante per avere un diritto. Nell’imposta invece il consociato paga perché contribuisce all’interno della società in base alla sua capacità contributiva alle spese della società stessa, il cittadino, membro della società versa una somma contributiva ma pretende dallo stato dalla provincia e dal comune dei servizi in cambio, maggiore sarà l’imposizione fiscale e maggiore sarà l’aspettativa del contribuente, per esempio pago l’ICI ma pretendo dal Comune strade efficienti e sicure, illuminazione pubblica ecc. Anche l’espropriazione per pubblica utilità fa parte delle prestazioni imposte ma non tributarie, in questo caso i presupposti sono diversi, il cittadino viene privato del suo bene mentre i tributi vanno ad incidere su fattispecie sintomatiche di capacità contributive, non tendono a distruggere il cespite su quale vengono applicate ma sono forme di prelievo compatibili con l’attività, lo status o con il bene. FERRARI FABIO 074893

Marco ha detto...

Ecco, il commento del Sig. Ferrari Fabio è ESATTAMENTE quello che avevo in mente quando ho richiesto la contropropva di una frequenza remota.
Al di la di alcune affermazioni, un po' forti e forse il frutto di una analisi ancora acerba dei concetti trattati (non potrebbe essere altrimenti, d'altronde), il giudizio è senz'altro positivo. La sua frequenza viene conseguentemente registrata ai fini delle lezioni 1 e 2 anche in modalità remota.
Marco Greggi

Lucia Di Chiara ha detto...

LEZIONE NUMERO UNO E DUE.
La riserva di legge è prevista all'art 23 Cost, la cui ragion d’essere affonda le proprie radici nella storia. Infatti, la scorrettezza del sistema tributario ha portato in passato all’emergere di notevoli tensioni tra governanti e governati: ne è un esempio il celebre motto della Rivoluzione Americana “no taxation without representation”, che esprimeva il malcontento della popolazione nei confronti di tasse imposte attraverso un sistema di leggi sulle quali essa non poteva esercitare nessun tipo di controllo.
L’imposizione di nuove tasse deve trovare il consenso dei consociati, cioè dei cittadini stessi sui quali esse esercitano la propria influenza. Riserva di legge perciò significa che solo il Parlamento, in quanto rappresentante dei consociati, può introdurre le imposte nell’ordinamento. Le imposte quindi sono introdotte attraverso la legge, che spesso viene arricchita o modificata da altri strumenti, come ad esempio i regolamenti. Ciò rileva che, a differenza del diritto penale, nel diritto tributario vige una riserva di legge relativa.
Sia le tasse che le imposte sono forme ablative di ricchezza, ma rispondono a logiche diverse:
L’imposta è una prestazione pecuniaria che diviene esigibile nei confronti del consociato in quanto esso manifesta una specifica capacità contributiva, nel senso che l’imposta dev’essere pagata se si ha qualcosa o perché “si è qualcosa” (a riguardo, si può far riferimento allo status di Valentino Rossi).
La tassa, invece, è una prestazione pecuniaria imposta, e diviene imponibile nella misura in cui un soggetto abbia chiesto uno specifico servizio da parte di un ente pubblico (come esempio si può portare quello delle tasse universitarie). Si paga la somma e si ha diritto ad un “corrispettivo” per aver pagato, una sorta di contropartita.
Le imposte che devono essere versate dai consociati, ad adempimento del principio di solidarietà economica (si pensi al caso dell’ICI), comportano il fatto che da parte del cittadino adempiente nasca l’esigenza di percepire dei servizi (strade pulite, verde pubblico curato, asili, scuole…); ma laddove tali servizi non vengano forniti il cittadino non avrà diritto a corrispondere una quantità inferiore di denaro. Diverso discorso vale per le tasse: l’aver adempiuto al pagamento della tassa universitaria, per esempio, da diritto a sostenere gli esami e a ricevere, alla fine del proprio percorso formativo, un titolo che certifichi la propria preparazione.

Lucia Di Chiara 063631

Marco ha detto...

Dunque, Sig.na Di Chiara.
la sua trattazione dimostra che ha ascoltato la lezione in remoto, e quindi la sua presenza verrà registrata in questa circostanza. Ma attenzione, nelle cose che ha scritto rilevo numerose inesattezze, sulle quali allora devo spendere un paio di parole per evitare che altri studenti, leggendo, si possano fare un'idea impropria di alcuni concetti che ho provato a veicolare a lezione e sui quali forse non ho insistito in modo adeguato.
Con ordine:
Il principio del "no taxation without representation" è uno de passaggi fondamentali della magna charta libertatum, datata 1215.
Un po' prima della scoperta dell'america.
Infatti è un documento che si inserisce nelle dispute fra Re d'Inghilterra da un lato e nobiltà terriera dall'altro. Quest'ultima esigeva di essere interpellata prima di essere assoggettata a nuove imposte.
Qui di seguito copio e incollo una efficacissima sintesi tratta da WIKIPEDIA

a Magna Carta (Magna Charta Libertatum) è la carta delle libertà che il Re inglese Giovanni Senzaterra fu costretto dai baroni a concedere, firmandola presso Runnymede, il 15 giugno 1215. Rappresenta il primo documento fondamentale per la concessione dei diritti dei cittadini, e tra i suoi articoli ricordiamo il divieto per il Sovrano di imporre nuove tasse senza il previo consenso del Parlamento, la garanzia per tutti gli uomini di non poter essere imprigionati senza prima aver sostenuto un regolare (principio del "habeas corpus integrum) processo e inoltre riduceva l'arbitrarietà del re in termini di arresto preventivo e detenzione. Esso regolamentava inoltre i rapporti che intercorrevano fra re e baroni, conferendo a questi ultimi alcune libertà (come quella di costruire castelli ed edificare nei loro feudi senza l'esplicito benestare del re). In materia economica liberalizzava i commerci fra Londra e il continente, soprattutto per quanto riguarda il commercio della lana con le Fiandre. Benché la Magna Carta nel corso dei secoli sia stata ripetutamente modificata da leggi ordinarie emanate dal Parlamento, conserva tuttora lo status di Carta fondamentale della monarchia britannica. Una copia ben conservata si trova nella Cattedrale di Salisbury.

FINE DELLA CITAZIONE DA WIKIPEDIA

Per quel che riguarda la tassazione di una persona perché "è", vale comunque il principio per il quale non ci può essere assoggettamento ad imposta in carenza di capacità contributiva.
L'esempio che lei fa, tratto dalle cose che ho detto, è fuorviante, ma credo per colpa mia.
Valentino Rossi (o qualsiasi altro artista, sportivo, etc …) non paga tanto perché si chiama così, ma paga tanto perché ha redditi che lo rendono così. I redditi, la nuova ricchezza possono provenire da attività (lavorare tutti i giorni), da cose (ho una casa, la concedo in locazione, e così ogni mese percepisco il canone dai miei inquilini: anche se non faccio niente guadagno dei soldi) o ancora, casi estremi, sono un personaggio popolare, faccio una "comparsata" in una discoteca alla moda, e per il solo fatto di "essere" stato lì percepisco un po' di danaro.
In quest'ultima circostanza non ho fatto nulla, non ho posseduto nulla, ho solo "esibito" la mia immagine e ho lo stesso incrementato la mia ricchezza.
Anche in questo caso pago imposte sui proventi così percepiti.
Per quanto riguarda le tasse .. attenzione ... il solo fatto di essere in regola con il pagamento delle tasse universitarie non le dà il diritto, per ciò solo, di ottenere la laurea !!!

Marco ha detto...

In replica alle osservazioni della Sig.na Di Chiara, via email.

Sono molto contento delle sue precisazioni, e sono consapevole che le esigenze di brevità impongano sacrifici.
La mia risposta è dovuta alla necessità di evitare che altri lettori o ascoltatori meno attenti di lei non dedichino alle lezioni la dovuta attenzione.
O che soggetti terzi pensino che io abbia veicolato concetti impropri.
La prima e la seconda delle mie osservazioni erano finalizzate essenzialmente a questo.
La terza (sulle tasse universitarie) invece era una battuta (ogni tanto mi piace scherzare, l'avrà notato) e quindi andava presa come tale.

Marco Greggi

Anonimo ha detto...

LEZIONI 1 E 2
Si parla di riserva di legge in materia tributaria all'art. 23 della Costituzione:"Nessuna prestazione personale o patrimoniale può essere imposta se non in base alla legge".Quindi riserva di legge significa che le prestazioni imposte devono trovare il consenso dei cittadini.
Il Parlamento che rappresenta i consociati ha il potere di introdurre nuove imposte. L'art.23 che si configura come uno dei due pilastri del diritto tributario costituzionale afferma che le nostre imposte sono introdotte attraverso la legge o atti aventi forza di legge.Il diritto tributario se non gestito in maniera consensuale è sempre stato causa di conflitto a proposito si pensi alle grandi rivoluzioni europee e non esplose per motivi tributari.Le imposte e i tributi che devono essere assolti dai consociati trovano la loro disciplina come già accennato nella legge o atto avente forza di legge ma poi dal punto di vista operativo il dato legislativo viene arricchito da altri strumenti di rango secondario come ad esempio atti o regolamenti amministrativi che hanno lo scopo di specificare il contenuto nel quale si è espresso il legislatore.
Il contribuente è garantito dalla riserva di legge ma non fino in fondo poichè altri enti territoriali e non vi si possono inserire per i propri fini si pensi ai Comuni,Provincie e Regioni.Diverse tipi sono le prestazioni imposte dal punto di vista patrimoniale ne sono un esempio l'ICI il cui gettito va ai Comuni per garantire ad es. strade pulite illuminizione pubblica efficente ecc... altro es. le tasse universitarie che garantisco la possibilità di frequentare corsi e alla fine avere un titolo.In questi esempi tasse universitarie e ICI sono simili perchè un ente pubblico chiede ex ante una somma pecuniaria ma in realtà le differenze esistono.L'IMPOSTA è una prestazione pecuniaria come consociato è dovuta in quanto quel soggetto manifesta una sua capacità contributiva(es.ICI).La TASSA è sempre una prestazione pecuniaria imposta quando però un soggetto ha richiesto uno specifico servizio ad un ente pubblico(es. tasse uni).La TASSA si paga perchè si vuol qualcosa, l'IMPOSTA si paga invece perchè si è qualcosa.IRPEF,ICI,IVA ecc...sono tutte forme ablative di richezza ,tutte attribuite alla categoria di IMPOSTA ed esse si pagano per diversi presupposti.Nell'ICI il presupposto di essere proprietario di quel dato immobile.Nell'IRPEF il presupposto è di percepire un reddito. Nell'IVA il presupposto è il consumo di beni o servizi.Da questi esempi possiamo dire che il presupposto dell'IMPOSTA è quella situazione di fatto o di diritto alla quale il legislatore correla una determinata capacità contributiva esso come visto è sempre diverso.Altre forme di prestazione imposta non tributaria è l'ESPROPRIAZIONE per pubblica utilità, il presupposto però cambia il soggetto viene privato del proprio diritto reale in cambio di una somma pecunaria. La sostanziale differenza sta che i tributi incidono sulla capacità contributiva, sono forme di prelievo compatibili con la propria attività svolta o status invece l'espropriazione viene tolto il bene al soggetto. La radice di ogni tributo è la capacità contributiva di ogni soggetto a concorrere alle spese pubbliche.TASSE e IMPOSTE forme ablative di ricchezza ma che seguono logiche diverse.In ultima analisi l'art. 53 della Cost.sancisce il principi di eguaglianza senza distinzioni di razze, religioni o sesso poichè:"tutti son tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva".
RAVAGNAN CRISTINA 074807

Marco ha detto...

Sig.na Ravagnan,
ho ricevuto e registrato il suo abstract.
Devo però segnalare che l'affermazione che lei usa, e che qui cito

"Il contribuente è garantito dalla riserva di legge ma non fino in fondo poichè altri enti territoriali e non vi si possono inserire per i propri fini si pensi ai Comuni,Provincie e Regioni."

Può dar luogo a fraintendimenti.
La riserva di legge comunque garantisce il contribuente, anche nei confronti di enti territoriali minori, posto che la pretesa tributaria di questi ultimi deve comunque aver luogo nelle forme e con i contenuti tratteggiati da una legge nazionale.
Quindi non è che il legislatore nazionale è "più" vincolato degli enti territoriali minori. Il fatto è che questi ultimi nulla potrebbero senza l'intervento del primo.
Intervento che a sua volta, come si diceva a lezione, deve avvenire nelle forme, nei modi, e sopratuto nei limiti costituzionalmente previsti.
Tutto qui.

Elisa Imperatore ha detto...

Per comprendere il significato di imposta dobbiamo far riferimento all'art. 53 Cost. "tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione alla loro capacità contributiva". Nel momento in cui un privato cittadino, in base al suo livello di ricchezza, paga un'imposta, riceve in cambio servizi generici (ad esempio le strade asfaltate) che sono destinati alla collettività, cioè accessibili a tutti indipendentemente dalla propria capacità contributiva. Alcuni esempi di imposte sono l'ici che è un'imposta a livello comunale che colpisce il possesso di immobili, l'irpef che è l'imposta sul reddito delle persone fisiche, l'iva che è un'imposta che colpisce tutti nel momento in cui si vanno ad acquistare beni/servizi (anche se per le aziende non è un vero e proprio costo, ma fanno da tramite tra il privato e lo stato). La tassa si differenzia dall'imposta in quanto non viene applicata in maniera proporzionale in base alla capacità contributiva, ma è una somma stabilita a priori per avere un determinato tipo di servizio, che verrà erogato solo a chi effettivamente paga (oneri di urbanizzazione: li pagano solo coloro che costruiranno la casa in un nuovo quartiere, ed è il contributo per avere le strade l'illuminazione parcheggi verde ecc in quel determinato quartiere). Per quanto riguarda la riserva di legge si fa riferimento all'art. 23 Cost. "nessuna prestazione patrimoniale può essere imposta se non in base alla legge". Si deduce quindi che tasse e imposte non possono essere richieste in maniera arbitraria e casuale, ma devono essere obbligatoriamente supportate da delle leggi che disciplinino la modalità del prelievo fiscale.
Imperatore Elisa 056236

Marco ha detto...

Interesante, Sig.na Imperatore, la questione degli oneri di urbanizzazione, che peraltro non avevo affrontato a lezione! (o almeno non ricordo più di verlo fatto ...).
Non lo avevo fatto per un motivo però che adesso scopriremo insieme: vorrebbe scrivere su questo blog, dopo una breve ricerca su Internet, come si quantificano gli oneri di urbanizzazione che lei ha menzionato ?
Sulla base della sua risposta svilupperemo insieme altre riflessioni nell'interesse di tutti gli studenti.

Marilena ha detto...

LEZIONE NUMERO UNO E DUE.
In queste due lezioni sono stati esaminati gli artt. 23 e 53 della Costituzione.
L'art. 23 Cost. sancisce il principio della riserva di legge in materia tributaria, recitando appunto: "nessuna prestazione personale o patrimoniale può essere imposta se non in base alla legge". Riserva di legge in quanto spetta al Parlamento stabilire sul come e su l quanto il cittadino debba contribuire.
Lart. 53 Cost. definisce l'imposta, recitando: "tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione alla loro capacità contributiva. Infatti il termine imposta deriva da prestazione d'imposta, che non è altro che una prestazione patrimoniale esigibile da consociato, il quale paga in base alla propria capacità contributiva, che è l'idoneità ad essere economicamente solidale, ovverosia quanto più una persona è ricca, tanto più elevata sarà la capacità contributiva e più alta sarà l'imposta.
Mentre con l'imposta il consociato paga perché contribuisce all’interno della società in base alla sua capacità contributiva alle spese della società stessa, con la tassa il cittadino paga una somma per avere un diritto.
Marilena Lo Carmine
Laurea specialistica-Rovigo

Marco ha detto...

Per LO CARMINE:

la sintesi è appena sufficiente.
Frequenza registrata, ma con un "cartellino giallo".