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sabato 28 luglio 2007

Sull'ottimizzazione delle spese notarili

Inserisco nel blog anche questa volta un articolo non mio. Lo reputo tuttavia utile, anche se preso sa un quotidiano generalista come la Repubblica.
Riguarda particolari operazioni notarili, ed è utile non solo dal punto di vista tributario.
Ci sono anche dei documenti allegati, vedrò di mandarli su a breve, ma questa storia di non poter creare links a documenti PDF mi infastidisce, e non poco.


Come spendere 9 euro invece di 300 dal notaio
di Antonella Donati

Una serie di operazioni, per esempio quando si vende o si acquista una casa, possono essere fatte direttamente, spesso anche via internet. Sulla parcella del notaio previsto il 30% di sconto, ma solo se si chiede
(28 luglio 2007)

Fare a meno del notaio per comprare casa non si può. Risparmiare sì, e anche in maniera significativa. E questo un po' grazie alle varie “lenzuolate”, un po' per merito del decreto fiscale dell'ottobre scorso che ha abolito le imposte sulle visure catastali e ridotto i costi per quelle ipotecarie. Insomma le opportunità di spendere meno ci sono, ma occorre entrare nell'ordine delle idee di far da sé alcune delle operazioni finora delegate al notaio e che incidono per svariate centinaia di euro sul costo dell'atto. Se ci si attiva in proprio, invece, si risparmia, e non si corre alcun rischio anche se bisogna essere un minimo in grado di districarsi tra le carte.

Dalla carta alla banca dati on line – Come abbiamo precisato più volte rispondendo ai quesiti dei lettori, il ricorso al notaio è indispensabile perchè solo gli atti che portano il suo timbro possono essere trascritti nei registri pubblici della proprietà immobiliare. I registri si trovano nelle conservatorie, ossia negli uffici provinciali dell'Agenzia del territorio. Si tratta di registri in parte automatizzati: l’operazione di creazione delle banche dati è partita nel 1996 e ha riguardato i 20 anni precedenti. Non tutti gli uffici sono però partiti nello stesso momento per cui, ad esempio, i dati dell'Ufficio provinciale di Roma risalgono al 1974, mentre in molti altri uffici si parte dal 1978. Naturalmente per gli anni precedenti è sempre possibile effettuare la ricerca sugli atti che sono ancora solo in formato cartaceo. Interrogare le banche dati catastali consente di ottenere l'”albero genealogico” di ogni immobile perchè accanto ai dati catastali veri e propri (foglio, particella, categoria, classe, consistenza, rendita), compaiono anche i dati relativi alla tipologia dell'atto trascritto, ossia se l'attuale proprietario lo ha acquistato, avuto in donazione o per successione.

Inoltre si possono avere tutte le indicazioni sulle iscrizioni di ipoteca e vincoli di altro genere (per esempio: pignoramenti, sequestri, citazioni, ecc…) e sulle annotazioni che hanno modificato i diritti esistenti su un dato immobile (per esempio: cancellazione di ipoteche, di pignoramenti, ecc…).
Insomma tutto ma proprio tutto quello che occorre quando si tratta di acquistare casa. Senza una visura ipocatastale, infatti, non è possibile fare l'atto. E di questa visura di solito si occupa il notaio, il tutto al costo di svariate centinaia di euro anche se.

Registri pubblici e accesso diretto – Anche se a tutti questi dati è possibile accedere direttamente, ossia senza passare da agenzie immobiliari, geometri, intermediari vari o notai. I registri immobiliari, infatti, sono pubblici e come tali l'accesso è aperto a tutti i cittadini, che possono chiedere una visura storica che comprenda anche una verifica nei registri cartacei semplicemente recandosi negli uffici. Costo dell'ispezione catastale: zero. Possibile? Sì, perchè ad ottobre 2006 sono state abolite le tasse sulle visure catastali e restano solo quelle per le ispezioni ipotecarie (dai 6 euro per le visure semplici ai 20 euro per i certificati per singolo nominativo) e per la copia delle planimetrie (4 euro). Ai certificati va aggiunta l'imposto di bollo. E non solo: gran parte di queste pratiche possono anche essere fatte direttamente on line al costo di 9 euro. Il servizio sarà attivo nei prossimi giorni.

La tabella con le imposte per le ispezioni ipotecarie

La tabella con i tributi speciali catastali per certificati, planimetrie e volture

Costi più bassi con la libertà di scelta – Certo non è detto che tutti se la sentano di andare a fare la fila all'ufficio provinciale – sono aperti dalle ore 8 alle ore 12 tutti i giorni compreso il sabato (nell'ultimo giorno lavorativo del mese, l'orario è limitato alle ore 11.00) - e abbiano voglia di districarsi tra i vari sportelli, ma vale la pena sapere che esiste anche questa opportunità e che far da sé consente di fare a meno dell'attività del notaio.

Un'attività, quella di ricerca della documentazione catastale, che i notai fanno pagare cara giustificandosi con i costi a loro carico: - “per una visura ipocatastale ventennale (l'unica in grado di garantire le parti) – ci ha infatti scritto un notaio - spendo mediamente 300 euro, le sarei grato se mi indicasse in che modo lei ritiene che un cittadino con la modica cifra di 6-9 euro potrebbe supplire agli accertamenti del notaio”. Come abbiamo visto supplire è possibile se si sa esattamente quali documenti occorrono per l'atto. Quanto ai costi sostenuti dai notai va detto che dal 1998 hanno l'accesso diretto alle banche dati on line tramite il sistema Sister al costo di qualche centinaio di euro l'anno, e possono quindi effettuare comodamente da studio tutte le visure e ottenere tutti i certificati pagando esattamente le tasse richieste allo sportello. Lo stesso altre categorie professionali quali ingegneri, architetti, geometri che pure fanno pagar care visure e accertamenti.
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